Steelgroup
Filo metallico
ITItalia
2009
201-500
> 50

Trafilerie nel 2019: il punto della situazione con Pietro Spina (ITA Spa)

Trafilerie nel 2019: il punto della situazione con Pietro Spina (ITA Spa)

Fine dell'anno, tempo di tirare una riga sul bilancio e fare i conti con un anno impegnativo e di svolta. Lo facciamo con Pietro Spina, Sales Manager presso la ITA Spa (Steel Group), che produce filo di acciaio al carbonio per molle, componenti meccanici, funi, rinforzo cavi ed altre applicazioni.
Togliamoci subito il dente. Parliamo di automotive.

"Una fetta della nostra produzione è rivolta all'industria automobilistica. Il mercato europeo dell'automobile, si sa, è congelato. Non tanto i primi mesi dell'anno, ma soprattutto da giugno in poi, c’è stato un netto calo. Le politiche europee per la riduzione della CO2, con conseguenze sul tipo di alimentazione delle automobili, hanno generato molta incertezza nella microeconomia, più precisamente nelle famiglie che non si sentono in questo momento di affrontare la spesa dell'acquisto di un'automobile, non sapendo che tipo di alimentazione scegliere – e dunque restano in attesa; incertezza del tutto condivisa dalle stesse aziende produttrici del settore. Ne seguono una contrazione della domanda e della produzione, cali che a mio avviso si prolungheranno almeno per tutto il primo semestre del 2020.
Lo scenario mondiale non cambia, viste le tasse di importazione introdotte da Trump verso alcuni Paesi, che hanno contribuito ulteriormente a rallentare l’indotto automotive."
A livello di produzione come siete andati rispetto al 2018?

"Come ITA Spa abbiamo quest’anno superato le 50mila tonnellate, dunque siamo cresciuti leggermente rispetto al 2018. Siamo riusciti a raggiungere questo traguardo puntando molto sulla differenziazione e sulla ricerca di mercati nuovi e alternativi. Al momento ci attestiamo su un 25% Italia, il resto export. Purtroppo abbiamo perso in marginalità soprattutto considerando l’aumento avuto quest’anno sui costi di produzione."
Come va il prezzo della vergella, vostra materia prima per il filo?

"Dal punto di vista prezzi della materia prima è stato un anno molto complicato, dove il tema predominante è stato la “collaborazione”. Sotto questo aspetto è da rimarcare purtroppo che abbiamo cercato più volte questa collaborazione con produttori nazionali, ma la tendenza è sempre stata quella di portare avanti una politica di prezzo e non di cooperazione. Durante quest’anno i produttori locali sono stati abbastanza riluttanti a trattare sui prezzi e nostro malgrado ultimamente ci siamo visti costretti a rivolgerci sempre più per l'acquisto della materia prima verso produttori esteri. Basti considerare che alcune acciaierie italiane, adducendo come motivazione l’incertezza dei prezzi, hanno praticato recentemente per diversi giorni uno “stop alle quotazioni”; scelta controproducente a mio parere, perché in questo modo purtroppo non facciamo altro che facilitare l’ingresso di fornitori esteri. Di fronte a situazioni simili, noi invece abbiamo scelto la strada della continuità: cercando di mantenere le quantità costanti e coltivando i rapporti con i clienti, piuttosto che spremere il mercato quando le condizioni sono positive e fermare le attività quando i guadagni invece sono scarni."
Prezzi nel 2019?

"Per il primo trimestre i produttori di vergella vanno verso un aumento più o meno giustificato (dal costo in salita del rottame); la domanda presumibilmente rimarrà bassa, e dunque non si sa bene le due cose come si concilieranno. In generale, c'è molta incertezza."
A parte l'automotive, gli altri vostri sbocchi di mercato che andamento hanno avuto quest'anno?

"Il settore delle molle non automotive è stato abbastanza costante; anche il settore funi, eccettuato l'ultimo trimestre, che ha visto una certa flessione. Il settore elettrico e le telecomunicazioni non sono andati malissimo. Tutto considerato, niente di eclatante, però possiamo dire che esplorando mercati nei quali non eravamo presenti, e con una buona dose di impegno e sacrificio, siamo riusciti ad alzare un po' le quantità e a chiudere l'anno con margini inferiori sì, ma con la fiducia di avere costruito per il futuro."
E il futuro dell'automotive? I più pessimisti parlano di tre anni di fermo, altri sostengono che la crisi sia solo una battuta d'arresto momentanea.

"Una delle alternative per il futuro delle alimentazioni delle auto potrebbe essere l'idrogeno, ma siamo ancora molto molto indietro. L'elettrico ha forti problemi di sostenibilità. Siamo in una fase transitoria; se non ci sono cambi importanti, mancano i presupposti per generare un aumento della domanda nell'automotive nel 2020."
Qual è la ricetta per superare frangenti come questo?

"Cercare la collaborazione dell'indotto: clienti, produttori e trasformatori dovrebbero lavorare in sintonia ed in piena trasparenza, lasciando da parte l'avarizia, per qualche volta. Steelgroup ha scelto questa filosofia, che si rispecchia anche sul versante interno. La famiglia Beri con lungimiranza ha scelto di instaurare un clima aziendale fondato sull'idea del gruppo: dal carrellista al dirigente, serenità e cooperazione sul posto di lavoro sono da noi fondamentali, in modo da poter offrire il miglior servizio possibile ai nostri clienti."

undefined
giovedì 12 dicembre 2019
Belonging categories: