Vincit, impianti aria compressa e azoto per l'industria: il 2026 tra mercato incerto e opportunità

Alessandro Leidi, socio titolare di Vincit di Valmadrera (LC), traccia un bilancio dei primi mesi dell'anno e anticipa le novità nell'offerta per l'industria.
Fondata nel 1919, Vincit s.r.l. di Valmadrera (LC) è un punto di riferimento per la fornitura e l'assistenza di impianti ad aria compressa nel territorio lariano e in Lombardia. L'azienda serve una clientela industriale trasversale, dall'alimentare al metalmeccanico, dalla tessitura al legno. Abbiamo incontrato il socio titolare Alessandro Leidi.
Come si è aperto il 2026 per Vincit?
I primi due mesi dell'anno sono stati in calo. Una partenza difficile, che abbiamo però recuperato nel corso del primo quadrimestre: a marzo i numeri si sono riallineati e ad aprile abbiamo registrato un +12% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Un segnale incoraggiante, anche se il quadro generale rimane incerto.
Qual è la sua lettura del contesto di mercato?
Come per molti operatori del settore, il mercato è altalenante e mancano prospettive di medio-lungo periodo. Gli imprenditori — i nostri clienti diretti — si trovano in una fase di titubanza: anche laddove ci siano le risorse, si esita a investire. Senza visibilità all'orizzonte, è difficile programmare.
Ci sono settori che hanno tenuto meglio di altri?
L'alimentare è stato un traino importante. Il metalmeccanico, invece, ha subito un calo. Segnali di ripresa arrivano dalla tessitura e dal mobile. A crescere in maniera decisamente importante è il nostro servizio di assistenza.
Avete molti tecnici specializzati che se ne occupano?
Oggi il nostro team tecnico conta 8 tecnici compressoristi, 2 tecnici frigoristi e 2 tecnici impiantisti. Ogni anno effettuiamo migliaia di interventi presso i clienti. La tendenza è chiara: le aziende vogliono garantirsi la continuità operativa e affidarsi a un partner strutturato per la manutenzione.
Come riuscite a reperire personale tecnico qualificato, in un mercato del lavoro che molti definiscono critico?
Da più di cinque anni collaboro attivamente con le scuole STEM del territorio. È un investimento di lungo periodo che ripaga: conoscere i giovani tecnici prima ancora che entrino nel mercato del lavoro ci consente di selezionare profili già orientati verso il nostro settore. Negli ultimi due anni abbiamo assunto quattro nuove risorse, e una quinta è prevista entro fine anno.
Parlava di alimentare: è anche uno dei fronti su cui state introducendo novità di prodotto?
Sì. I compressori oil-free stanno aprendo nuovi mercati in questo comparto, dove i requisiti igienici non lasciano margine a contaminazioni. La domanda è in netto aumento.
Avete anche esteso la vostra area di intervento geografica?
Esatto. Stiamo allargando la zona di azione alla provincia di Monza e Brianza. È un territorio industrialmente molto attivo, e rappresenta un naturale prolungamento del bacino che già serviamo.
Un'altra novità riguarda i generatori di azoto. Cosa sta succedendo su questo fronte?
I generatori di azoto fanno parte della nostra gamma da tempo, ma la tecnologia ha fatto passi avanti significativi. Oggi l'autoproduzione in loco è una soluzione sempre più accessibile con pay-back dell’investimento ridotto di molto rispetto al passato. Inoltre questa soluzione permette di contrastare il caro energia che le aziende stanno subendo. Una delle applicazioni in crescita riguarda i forni di tempra, dove l'azoto viene impiegato come atmosfera controllata per limitare l'ossidazione dei materiali durante il trattamento termico.
Un bilancio complessivo, dunque?
Direi cauto ma ottimista. Qualcosa si muove, e noi cerchiamo di farci trovare pronti su più fronti. Sarà il mercato globale a decidere i tempi. Ho sempre pensato che il mondo non si ferma ed è in questi momenti di incertezza che bisogna investire.
Noi come Vincit stiamo investendo sul capitale umano, che da sempre ha fatto la differenza.


