Carlo Salvi S.p.A.
Macchine per viteria

Marco Pizzi (Carlo Salvi Spa): “La reazione industriale c'è stata, guardiamo al futuro”

Marco Pizzi (Carlo Salvi Spa): “La reazione industriale c'è stata, guardiamo al futuro”

Il 2020 è stato un annus horribilis per tutti, a maggior ragione per i costruttori di macchine, ma anche nei momenti peggiori possono nascere scenari di nuove opportunità. Questo in sintesi il messaggio di positività che ci ha trasmesso Marco Pizzi, Chief Commercial Officer di Carlo Salvi Spa, la nota azienda costruttrice di stampatrici per la produzione di viti, bulloni, rivetti ed altri fasteners. Lo abbiamo sentito telefonicamente mentre era in autoisolamento, in attesa dell'esito del tampone, eseguito in seguito ad un viaggio all'estero.

Com'è andato questo viaggio di lavoro?
Sono state due settimane intense, in giro per l'Europa, ma anche proficue: parliamo di ordini molto importanti.
Alla luce di questa esperienza, che impressione si è fatto sulla situazione generale in Europa?

L'Italia ha reagito prima e meglio, a livello di mercato dei produttori di fasteners, rispetto agli altri Paesi europei. Il quadro è a macchia di leopardo; in generale, in Europa dell'Est ho visto il comparto molto più attivo che in Germania ed Inghilterra. Soprattutto nei settori del consumo, industria del bianco ed elettrico. Automotive meglio, ma ancora in netta difficoltà.
Qual è lo stato dell'arte al momento? Come ha vissuto l'ultimo semestre la Carlo Salvi?

Marzo, aprile e maggio sono stati mesi terribili. Da giugno è andata un po' meglio; settembre e ottobre sono stati molto ricchi, abbiamo visto un deciso rinvigorirsi della situazione. La reazione industriale, da parte delle aziende cui noi ci rivolgiamo, c'è stata. E devo dire una cosa: fino ad oggi non abbiamo mai avuto problemi con i pagamenti, tutti i rapporti in essere sono sempre stati onorati dai nostri clienti. Approfitto dell’occasione per ringraziare tutti i nostri clienti per questo, hanno dimostrato grande responsabilità civica. Nessuno ne ha approfittato.
Il fondo è stato toccato?

Credo e spero di sì. Stiamo facendo sacrifici importanti, a livello interno; ma adesso, come nei momenti più delicati, ci siamo sempre adoperati per fare piani strategici e pensare al futuro. Bisogna guardare avanti, rimboccarsi le maniche e guardare al 2030 più che all'oggi. Abbiamo basi solide, possiamo avvalerci delle sinergie con un grande gruppo, e in fondo penso che anche nelle fasi di crisi esistano opportunità, che aspettano solo di essere scovate.
Per quanto riguarda l'aspetto produttivo, c'è qualche novità o innovazione che avete apportato alle vostre macchine nell'ultimo periodo?

Abbiamo lanciato sul mercato una stampatrice progressiva con rullatrice integrata: la CS 513 TH, una 5 stazioni sviluppata interamente da noi e rivolta in modo particolare ai produttori di fasteners automotive con un diametro massimo di M12 sotto testa, fino a 100 mm di lunghezza tutto filetto. È solo la prima di una linea di prodotti innovativi e per noi importanti. Invece come gruppo l'ultimo ritrovato è il modello Hatebur Coldmatic CM 725, una stampatrice a freddo a 7 stazioni, con un sistema di alimentazione del filo lineare e taglio di precisione ad alta velocità completamente nuovi che vanno maggiormente a valorizzare una macchina già di suo molto ricca ed innovativa.
Avremmo dovuto presentare entrambe alla wire di Düsseldorf di quest'anno.
Non sarete tra gli espositori della wire, quindi.

No. Sono contrario ad ogni attività fieristica, in questo momento. Le motivazioni principali sono due: al primo posto, la sicurezza del personale e le responsabilità che abbiamo nel loro confronti anche come amministratori della società; in secondo luogo, per me e credo per tutti una fiera è e deve essere vissuta come una festa. In presenza di un clima simile, con in atto una semiparalisi delle attività in molti Paesi del mondo e la prospettiva evidente di un calo dei visitatori, fare una fiera perde il suo senso. Quest'anno come Carlo Salvi abbiamo cancellato tutte le manifestazioni, ad eccezione di due eventi in Cina cui parteciperà personale locale.
Come state affrontando la pandemia dalla prospettiva aziendale?

Sin dai primi giorni di marzo abbiamo adottato e studiato protocolli di sicurezza interna che vanno ben oltre quelli indicati dalla ATS e dalle istituzioni.
Abbiamo però, lavorando credo con intelligenza ed in collaborazione col nostro personale, trovato un equilibrio tra la necessità di produrre e quella di rimanere sani. Abbiamo anche lavorato molto sul fronte IT e digitale, sia internamente che come servizio ai clienti per poter ad esempio offrire e mantenere attiva l’assistenza da remoto ed anche procedere con collaudi anche di macchine e linee speciali, sempre da remoto. Insomma ci siamo rimboccati le maniche per non perdere terreno più di quanto ci viene imposto, ma mantenendo sempre alto il livello di sicurezza, sanificando ambienti di lavoro, aumentando le distanze, scaglionando gli ingressi e le uscite del personale, utilizzando per alcuni strumenti di lavoro da remoto e sfruttando al massimo la nostra rete e le nostre strutture estere per soddisfare in ogni macro-area le esigenze dei nostri clienti.
Parola d’ordine è SICUREZZA, ma anche EFFICIENZA. 

Aggiornamento 29 ottobre 2020: l’edizione 2020 della wire & Tube è stata ufficialmente annullata. L’appuntamento a Düsseldorf sarà nel 2022.

undefined
lunedì 26 ottobre 2020