Silvano Chiello, Kilton: “L’adozione del CBAM nel comparto fasteners”

Riceviamo e pubblichiamo le seguenti considerazioni del sig. Silvano Chiello dell'azienda Kilton in merito al CBAM e alla sua adozione nel settore fasteners.
“Il CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism) nasce con un obiettivo chiaro: proteggere l’industria europea dalla concorrenza di paesi extra-UE che producono senza sostenere gli stessi costi ambientali imposti dal sistema ETS europeo. Acciaio, alluminio e altri materiali strategici importati saranno progressivamente soggetti a un “costo CO₂” equivalente a quello pagato dai produttori europei.
Per il settore fasteners il tema è centrale. Viteria, bulloneria e componentistica dipendono fortemente dai costi di acciaio, energia e semilavorati, spesso provenienti dall’Asia. In teoria il CBAM dovrebbe riequilibrare la competizione e favorire il ritorno di parte della produzione in Europa. Ma il nodo reale è un altro: l’Europa oggi dispone davvero della capacità produttiva necessaria per sostituire i volumi importati dall’Oriente?
Negli ultimi vent’anni molte produzioni energivore sono state delocalizzate verso Cina e Asia, dove energia, materie prime e costi industriali risultano inferiori. Se il CBAM aumenterà il costo delle importazioni senza una parallela crescita della capacità produttiva europea, il rischio sarà un incremento generalizzato dei prezzi industriali.
Per il comparto fasteners ciò potrebbe tradursi in:
- aumento del costo dell’acciaio;
- maggiore pressione sui margini;
- rincari sui prodotti finiti;
- riduzione della competitività internazionale;
- contrazione della domanda europea.
Il pericolo è che il CBAM, anziché rilanciare la manifattura europea, finisca per comprimere consumi e investimenti, creando un effetto boomerang sull’intera filiera industriale.
Per evitare questo scenario, il CBAM dovrà essere accompagnato da una vera politica industriale europea: energia competitiva, investimenti produttivi, semplificazione normativa e sostegno all’innovazione. Senza questi elementi, il rischio è che l’Europa aumenti i costi senza riuscire realmente a ricostruire la propria base manifatturiera.
Il CBAM può quindi diventare una leva strategica per il rilancio industriale europeo, ma solo se inserito in un piano concreto di reindustrializzazione. Diversamente, potrebbe trasformarsi in un ulteriore fattore di debolezza per settori già sotto forte pressione competitiva globale.”
Maggiori approfondimenti su questo tema sono disponibili al sito Kilton >>
