Tre domande per Mecavit
Mecavit è da 30 anni un protagonista sul mercato industriale italiano della viteria in acciaio. Sommando le produzioni standard e speciali sia in acciaio, che in acciaio ad alta resistenza ed acciaio inossidabile, quest’anno l'azienda prevede di arrivare a circa 3.600 tonnellate. Durante gli ultimi anni l'andamento del settore ha spinto l'impresa emiliana ad incrementare i prodotti a disegno, pur mantenendo un buon 30-35% di unificato.
A Giuseppe Verdoliva, direttore commerciale Mecavit, abbiamo posto tre domande, per tastare il polso della situazione attuale nell'industria dei fasteners.
1- Come sta andando il mercato degli elementi di fissaggio? Si può dire che la crisi è ormai superata?
Effettivamente possiamo sostenere che per il mercato dei “fasteners” la prima parte dell’anno 2015 è iniziata sotto i migliori auspici; i fattori che hanno portato una certa vitalità per i produttori nazionali sembrano sommarsi: il rafforzarsi del dollaro rispetto all’euro ha causato un netto rincaro dei prodotti e dei costi di importazione, il che ha ridotto drasticamente la convenienza ad importare dal Far East. I produttori asiatici, a causa dell’incremento di ordini da parte dei loro mercati di riferimento, in testa gli Stati Uniti, hanno anche allungato i tempi di consegna rendendo difficile il ripristino puntuale degli assortimenti negli stock europei. Questo sostanzialmente riguarda il prodotto unificato. Per quanto concerne la produzione di articoli customizzati, è sempre la Germania a fare la parte del leone soprattutto con le industrie automobilistiche, le quali quest’anno hanno espresso previsioni interessanti incrementando la produzione di auto e provocando un certo fermento in tutto l’indotto. A tutto questo, va sommata una timida ripresa economica a livello europeo, ma queste sono parole che per prudenza vorrei evitare di usare - semplicemente per scaramanzia!
2- Chi sono oggi i vostri clienti, da che settori provengono prevalentemente?
L’evoluzione del mercato, ma soprattutto la contrazione dei livelli di prezzo dei prodotti unificati, ha costretto Mecavit a ridurre gradualmente la produzione standard negli ultimi anni a favore dei prodotti speciali a disegno. Conseguentemente l’azione di marketing attuata, gli investimenti tecnologici in produzione ed i modernissimi processi produttivi di cui l’azienda è stata dotata, hanno insieme consentito a Mecavit di accedere a forniture per clienti di grande prestigio, soprattutto esteri. Ma la distribuzione non è stata affatto penalizzata, in quanto Mecavit ha mantenuto in assortimento qualcosa come 4.000 pallet relativi al programma di viti unificate, inserendo inoltre a stock nuove famiglie di prodotto disponibili dal pronto, dedicate alla distribuzione in tutta Europa. È quindi stato un percorso obbligato per Mecavit rivolgere i maggiori sforzi ad un incremento della qualità del prodotto offerto, cercando di trasmettere l’immagine di un produttore affidabile, anche se qualche volta meno competitivo. Uno dei maggiori sbocchi è tipicamente il settore automotive.
3- Quali sono le lavorazioni più in voga al momento?
Focalizzandoci maggiormente sul prodotto speciale a disegno dedicato al settore automotive, abbiamo registrato sui nuovi progetti una richiesta crescente di viti con maggiore resistenza meccanica, quindi prodotti in classi di resistenza 10.9 e 12.9, nonché un'evoluzione sui trattamenti superficiali sempre più performanti, dove a parità di spessore, viene richiesta una sempre maggiore resistenza alla corrosione misurata in termini di ore di permanenza in camera di nebbia salina. Inoltre la richiesta di prodotti selezionati con un PPM certificato ha incentivato un’evoluzione delle tecnologie per quanto riguarda le macchine selezionatrici; Mecavit si è dotata di attrezzature dotate di telecamere e sensori appositamente progettate per certificare lo scarto degli eventuali pezzi non conformi ed aggiungere così valore alla propria produzione.
