Dell'Era: “Usciti dalla crisi con investimenti nell'innovazione”
La strategia della Dell'Era: qualità ed export. “Abbiamo puntato su prodotti ad alto valore. Ora guardiamo ai nuovi mercati in crescita.”
Dal modo in cui ha attraversato gli anni della crisi, recuperando un fatturato che nel 2009 era crollato del 40%, l'azienda “Dell'Era Ermanno” di Valmadrera entra a pieno titolo in quel “nucleo forte di imprese italiane capaci di esprimere al meglio il proprio potenziale” a cui gli analisti dell'ultimo Rapporto sui settori industriali di Intesa guardano per una crescita del manifatturiero intorno all'1,5% nel 2014 e del 2% a partire dall'anno prossimo.
L'azienda produce bulloneria dagli anni Venti e dà lavoro a 20 dipendenti. Subito dopo il duro colpo subito nel 2009, che ha anche costretto ad un po' di cassa integrazione, la politica aziendale ha puntato su una cura d'urto fatta di nuovi investimenti (fatti in proprio, senza banche) in macchinari e prodotti specialistici, decisione di non abbassare i prezzi, potenziamento del know how aziendale.
Capacità di recupero.
La débacle, quindi è durata solo un anno. Dal 2010 grazie al coraggio di decisioni rapide il recupero di fatturato è stato del 71,9%. “Nel 2007-2008 – spiega Paolo Dell'Era - il nostro fatturato era di 4,7 milioni di euro, poi c'è stato il crollo del 2009 in seguito al quale ci siamo risollevati a 4,4 milioni di fatturato nel 2010”.
Poi l'altalena del 17%, +17% nel 2011, -17% nel 2012 e di nuovo +17% l'anno scorso: “Ora – dice Dell'Era – nel primo quadrimestre 2014, rispetto allo stesso periodo del 2013, siamo a +18,5%. Oggi – aggiunge – ci siamo attestati su fatturati superiori al 2007-2008 ma, nei volumi, siamo sotto del 25% e ciò grazie al fatto che i prezzi sulla bulloneria speciale sono aumentati”.
La scelta di non aumentare i prezzi, insieme ai nuovi investimenti nella realizzazione di prodotti e viti sempre piu speciali e ad alto valore aggiunto alla fine sono state vincenti: “ Per noi era un processo già in atto da prima della crisi – aggiunge l'imprenditore – che ha fatto sì che, con quel che è accaduto nel 2009, l'azienda fosse pronta a un nuovo salto di qualità. Non abbiamo ceduto sui prezzi, credevamo nella nostra marginalità e abbiamo continuato a investire permettendo all'azienda di tenere lavoro e occupazione”.
Oggi l'azienda serve, anche se in modo indiretto attraverso la subfornitura, grandi marchi come Ferrari e Brembo mentre l'espansione sui mercati esteri guarda a nuove frontiere nei Paesi del Golfo Arabo e nel Nord Africa, in particolare in Marocco. Ma una forte attenzione è dedicata anche alla Turchia, Paese di delocalizzazione per le aziende dell'automotive, clienti di Dell'Era, e dove sono in atto prove di avvicinamento con la partecipazione a fiere di settore. A determinare l'atturale quota estera dell'85% sono tuttavia i Paesi dell'Europa Occidentale e del Nord Europa e alcuni Paesi dell'Est europeo. Ma a vincere nei dati in ripresa di questi ultimi mesi sembra essere un ritorno della domanda interna: “Da mesi – dice Dell'Era – stiamo vedendo un ritorno di ordini dall'Italia e ora confidiamo in quello che ci dicono tante previsioni secondo cui a breve inizieremo un secondo semestre più disteso. Ora – aggiunge – viviamo un mercato molto nervoso, stiamo facendo un record di fatturato ma a fronte di portafogli ordini piuttosto scarni, non programmabili. Significa che c'è ancora sfiducia, cosa che fa lavorare tutti male e con grande dispendio di energie”.
Dimensione aziendale
Tuttavia lui guarda al futuro pensando anche a una nuova crescita dimensionale: “Stiamo sondando nuovi mercati – dice – ad esempio Dubai, ma c'è sempre la sensazione che sia difficile riuscire a star dietro a nuovi progetti. Credo che questo sia l'unico limite alle piccole aziende, vedere che il lavoro c'è, cresce, e non poter far fronte a tutto.
Quest'anno – aggiunge – abbiamo assunto due persone e conto sulle possibilità dell'apprendistato per tornare a lavorare come un tempo, con giovani che vogliono crescere in azienda e imparare, a fronte di stipendi bassi per qualche mese ma con l'obiettivo di stabilizzarli”.
Maria G. Della Vecchia
Fonte: La Provincia di Lecco

