La parola all'imprenditore: Bonacina
La parola all'imprenditore.
Riprendiamo la rubrica “La parola all'imprenditore” con un'intervista alla sig.ra Bonacina, titolare dell'omonima Officina Bonacina, specializzata nella produzione di particolari metallici come tiranti, tirafondi, viti, e anche nella lavorazione conto terzi.
Si tratta di due settori che hanno ciascuno le sue specificità, e i suoi problemi, giusto?
Sì. La nostra scelta è quella di avere pochissimi clienti come lavorazione conto terzi. Per una questione di affidabilità, un terzista deve essere pronto alla chiamata; e dunque è inutile e controproducente avere troppi clienti se poi non si può garantire un servizio all'altezza. Invece per quanto riguarda la produzione di tiranti e tirafondi, in questo caso di clienti ne abbiamo molti, soprattutto nel campo della carpenteria. Purtroppo quest'ultimo è un reparto che segue l'edilizia, e che sta soffrendo ultimamente per il blocco degli appalti.
In generale, quest'anno come sta andando?
Abbiamo iniziato a gennaio chiedendoci se dovevamo ricorrere alla cassa integrazione. La situazione sembrava buia; poi si è evoluta per il meglio. Non abbiamo fatto straordinari, ma siamo andati avanti. Viviamo alla giornata, senza poter fare troppa programmazione. Del resto, il nostro è un campo nel quale è sempre stato difficile fare piani a lungo termine. Oggi più che mai.
Prospettive, quindi?
Per ora so che fino a dicembre lavoriamo. Devo dire che comunque stiamo cogliendo l'occasione di attuare un piano qualità più efficace. Lo scorso anno ci siamo certificati e ora ne approfittiamo per testare e perfezionare la nuova operatività. La vostra clientela è tutta italiana?
Lavoriamo per clienti italiani che a loro volta operano sul mercato estero.
Partecipate a fiere?
Faremo il Matching, la fiera della Compagnia delle Opere, dal 21 al 23 novembre prossimi. Sarà la seconda volta che partecipiamo.
Il nostro Paese sta vivendo una situazione politica incerta. Che tipo di influenza ha questo sul suo lavoro, e su quello di altri imprenditori come lei?
La condizione complessiva dell'Italia è anomala, anche rispetto ad altre nazioni europee. La società civile è sempre più staccata dalla politica. Siamo stufi delle belle parole che seguono sistematicamente nessuna azione concreta.
Il cittadino attivo è tenuto da subito all’applicazione delle leggi per uno sforzo collettivo a salvare il “ sistema “ ITALIA , purtroppo una non politica altrettanto decisa che concretizzi le promesse di riduzione di costi, togliendo privilegi e “ costosi esuberi “e promuova azioni a sostegno del lavoro, ti fanno sentire allo sbaraglio.
