Metallurgica Locatelli S.p.A.
Filo metallico

La parola all'imprenditore: Metallurgica Locatelli

La parola all'imprenditore: Metallurgica Locatelli

La parola all'imprenditore: Metallurgica Locatelli.

L'ultima azienda che abbiamo interpellato per le interviste de “La parola all'imprenditore” è la Metallurgica Locatelli di Calolziocorte (Lecco), che dal 1920 opera nel settore della trafilatura di fili di acciaio a basso tenore di carbonio. Abbiamo chiesto anzitutto al ragionier Giovanni Locatelli, che si occupa della Direzione Commerciale coadiuvato dal sig. Giulio Colombo, di fare il punto su questo periodo.


Come sta andando per l'azienda?
Il lavoro è altalenante, le richieste sono sterili, le trattative evanescenti. Rispetto al 2009, in totale la domanda è stata più incisiva, e abbiamo sicuramente lavorato meglio, ma a novembre siamo ritornati a livelli piuttosto bassi: la domanda è lenta, e l'aspetto finanziario pesa molto, perché i clienti latitano nei pagamenti. La crisi è paragonabile alla guerra. Ora, come alla fine di una guerra, stiamo raccogliendo morti e feriti.

Non si vede molto ottimismo nelle sue parole.
L'ottimismo fa parte di ogni imprenditore, è imprescindibile per andare avanti. Per quanto riguarda il futuro però è difficile stabilire quando avverrà davvero una ripresa. Certo non prima della prossima primavera.

Lei cosa vede dietro la crisi che stiamo vivendo, oggi, nel nostro settore, in Italia?
Quattro cose: un problema di sovrapproduzione; un problema di delocalizzazione delle aziende, perché le ditte che vanno all'estero creano comunque confusione di mercato; terzo, gli Stati Uniti, che una volta erano una forza trainante, hanno perso il proprio peso specifico nel sistema; quarto, ci mettiamo anche il governo. Non si vede come il governo possa incidere sulla situazione, se non smette di fare teatro, e ricomincia a fare politica.
Poi c'è un'altra criticità che incrina l'andamento generale.

Quale?
C'è troppa avidità tra i concorrenti. I comportamenti di alcune aziende, dettati dall'avidità, perturbano il mercato, che già è squassato dai problemi cui facevo cenno prima, e da una fortissima volatilità dei prezzi delle materie prime. Come vi state muovendo in questo scenario a tinte fosche?
Prima di tutto, cerchiamo di puntare alla soddisfazione del cliente, in tempi sempre più brevi. Per noi è molto importante la reattività e la presenza fisica nei confronti del cliente. In più, per un'azienda come la nostra, che esiste da 90 anni, è fondamentale migliorare costantemente la qualità produttiva. Al momento stiamo lavorando per introdurre un prodotto nuovo, di cui ancora non posso dire niente.

Ultima domanda: come fate a far conoscere i vostri prodotti?
Facciamo alcune fiere selezionate, giriamo molto, in prima persona, e poi ci affidiamo a mezzi di informazione come internet.  

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domenica 19 dicembre 2010
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