Fiera onlineNotizie
Acciaierie: situazione critica
giovedì 13 novembre 2008

Acciaierie: situazione critica

Dal nord al sud situazione critica per il comparto siderurgico.
La Lucchini a natale spegne l´altoforno.

Chiude per un mese, causa mancanza di commesse, l'altoforno della Lucchini, cuore dell'attività produttiva delle acciaierie di Piombino. Conseguenza sarà l'espansione della cassa integrazione, che complessivamente dovrebbe alla fine riguardare 1.600-1.800 dei 2.300 dipendenti (già in corso fino al 12 gennaio per quasi 600 persone). La chiusura dello stabilimento avverrà nel periodo natalizio a partire dal 30 novembre, ovvero più o meno nello stesso lasso temporale in cui chiuderanno del tutto anche le acciaierie della ex Magona, con 800 dipendenti destinati a ferie da smaltire o ad una settimana di cassa integrazione.

La notizia dello spegnimento dell´altoforno della Lucchini è stata data per scritto ai dirigenti dello stabilimento di Piombino dall´amministratore delegato Hervé Kerbrat. Ridurre l´attività produttiva al 60% non è bastato perché - ha spiegato Kerbrat - gli ordini di ottobre sono stati largamente insufficienti. La strategia della Sevestal, il gruppo russo che controlla la Lucchini, è dunque quella di evitare eccessivi stoccaggi in magazzino. In questo modo la Severstal vuole mantenere i livelli occupazionali e il piano previsto degli investimenti, sui quali però l´ultima parola sarà detta all´inizio del prossimo anno. Allora, quando l´altoforno sarà rimesso in moto, la produzione riprenderà a scartamento ridotto, quasi certamente non oltre l´attuale 60% delle capacità produttive. E quindi le difficoltà sono destinate a protrarsi anche il prossimo anno. Fonte: www.repubblica.it ------------------------------------------------------------------

Cogne Acciai Speciali fronteggia la crisi con revisione piani ferie

AOSTA - (ANSA) - Per fronteggiare la crisi dell'auto, che a Piombino ha già portato al parziale blocco delle acciaierie, la Cogne Acciai Speciali è intervenuta sul piano ferie e sui turni per i circa 1200 dipendenti.
Alla Cas, come hanno sottolineato i vertici in un articolo pubblicato oggi da 'Il Sole 24 Ore', sono convinti che la ripresa possa esserci già nel secondo trimestre del prossimo anno.
La produzione dell'acciaieria è destinata al 10% a l'automotive. La sosta per le ferie natalizie consentirà, inoltre, una radicale manutenzione dei macchinari dopo due anni di segno positivo. La Cas ha, infatti, chiuso il 2007 con un giro d'affari di 780 milioni di euro, mentre il 2008, sempre secondo l'azienda, dovrebbe attestarsi intorno ai 640-650 milioni. La flessione è dovuta soprattutto alla riduzione dei prezzi e, in parte, alla flessione del calo di ordini. (ANSA).

Fonte: www.regione.vda.it -----------------------------------------------------------------

Industria siciliana: metalmeccanica in crisi

PALERMO - La crisi economica si abbatte anche in Sicilia, dove si susseguono a ritmi incalzanti le richieste di cassa integrazione e l'avvio di procedure di mobilità. A Siracusa 160 operai sono coinvolti nella mobilità, a Palermo ha già chiuso la Metalmeccanica Meridionale con 40 operai senza salario, a Catania i fari sono puntati su StMicroelectronics e Numonyx, a Ragusa il gruppo bresciano Metro ha messo alla porta trenta tute blu.

A Siracusa, la provincia siciliana a più alta densità meccanica, sono 162 gli operai alla prese con procedure di mobilità e si guarda con preoccupazione al blocco degli investimenti da parte dei grandi gruppi come la Erg e l'Eni.

A Messina (+18,9% di Cig nei primi sette mesi) la misura della crisi sta nella decisione di ricorrere alla cassa integrazione da parte del gruppo Duferdofin, le acciaierie di Giammoro, che si rifugiano negli ammortizzatori sociali dopo gli investimenti e le assunzioni fatte nella prima metà dell'anno: due le settimane di Cig previste per novembre e altre due, secondo, potrebbero essere chieste per dicembre.

A Catania la cassa integrazione è cresciuta, da gennaio a luglio, del 35% e ne hanno fatto ricorso la Medimpianti, la Rametal, le Acciaierie di Sicilia, la E.T.C., la Cable Factory.

A Ragusa la Metro ha dismesso una unità produttiva, avviando la mobilità per 30 operai, mentre Metalmeccanica meridionale, la storica fabbrica di Palermo, ha avviato la procedura fallimentare lasciando a casa altri 40 lavoratori.

Per quanto riguarda i grandi gruppi, la Fiat a Termini Imerese e la StMicroelectronics-Numonyx a Catania, la situazione è preoccupante. Lunedì scorso i lavoratori hanno scioperato otto ore chiedendo certezze sul futuro industriale dello stabilimento e degli oltre 4 mila addetti. Dall'inizio dell'anno la Fiat ha già richiesto sei settimane di cassa integrazione, mentre nell'indotto le settimane di Cig sono nove.

Fonte: www.lasicilia.it

Aziende in primo piano

Fare clic sull'icona per filtrare le aziende in base al settore di interesse.