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ACCIAIO E PROSPETTIVE: la siderurgia riparte e vede i livelli pre-crisi.

ACCIAIO E PROSPETTIVE: la siderurgia riparte e vede i livelli pre-crisi.

ACCIAIO E PROSPETTIVE: la siderurgia riparte e vede i livelli pre-crisi.

[NdR 23 gennaio 2025: per i dati più recenti sulla produzione italiana di acciaio, leggi l'articolo aggiornato.]

La siderurgia riparte e vede i livelli pre-crisi.
Pasini: «Crescita differenziata, ma buone prospettive occupazionali» L'Italia punta entro fine anno a 30 mln di tonnellate, come nel 2008.


I numeri non sono ancora quelli del 2008, ma la produzione siderurgica in Italia ha ripreso ritmo dopo la crisi e può puntare all'obiettivo dei 30 milioni di tonnellate, ovvero del livello record pre-crisi. È quanto emerso ieri dall'incontro con il presidente di Federacciai Giuseppe Pasini, il vice presidente Nicola Riva e il direttore generale Flavio Bregant, organizzato in vista dell'assemblea annuale che si terrà il prossimo 27 giugno. LA RIPRESA dei volumi produttivi iniziata nel 2010 sta trovando conferma anche nei primi mesi del 2011. In particolare, i prodotti piani sono cresciuti sono cresciuti del 26,3% nel primo trimestre 2011 rispetto allo stesso periodo del 2010, quelli lunghi «solo» del 7,4%. La crescita è stata favorita soprattutto nei settori che lavorano con la Germania, che sta trainando la ripresa (grazie anche ai suoi rapporti di mercato con la Cina). Il dato è ancora insufficiente soprattutto se si considera che i volumi restano inferiori del 30% rispetto a quelli pre crisi (ma il 2008 ebbe un andamento fortemente discontinuo con un rallentamento post-estivo). La bilancia commerciale vede nel primo trimestre importazioni per quasi 5 milioni di tonnellate di acciaio (+25,4% sul primo quadrimestre 2010) e esportazioni per 4,39 milioni (+16,2%).

L'Italia è sempre l'undicesimo produttore mondiale in un mercato da 499,6 milioni di tonnellate (+8% rispetto al 1° quadrimestre del 2010), con una performance comunque rassicurante e superiore a quella dell'Europa 27 (61,4 milioni di tonnellate (+5,7%). In particolare, l'Asia ha prodotto 319,4 milioni di tonnellate (+8,3%), l'Europa 27 ha prodotto 61,4 milioni di tonnellate (+5,7%) e l'Italia (dati Federacciai) 9,41 milioni di tonnellate di acciaio (+8,4%).

«LA SIDERURGIA italiana - ha spiegato Pasini - ha ripreso a marciare anche se a diverse velocità. Le preoccupazioni maggiori derivano dal settore delle costruzioni». Un settore che fa rima con infrastrutture e porta ad una richiesta chiara: «Diventa necessario, oggi più che mai, il sostegno e lo sforzo dei governi italiano e comunitario per avviare programmi lungimiranti che possano permettere alle nostre imprese di competere anche in futuro con i Paesi orientali o sud americani. Scontiamo infatti troppi ritardi e debolezze sulle politiche energetiche, ambientali e di sviluppo infrastrutturale rispetto ai nostri competitor». L'appello insomma è ribadito: «sburocratizzare i lacci e i lacciuoli che il paese ha al suo interno e sono il vero peso inutile che genera sovraccosti insostenibili». Giovanni Armanini  

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martedì 21 giugno 2011