Bce: 2010 primi segni di ripresa.
Banca centrale europea: nel 2010 primi segni di ripresa.
L'economia mondiale sta attraversando la più grave recessione da molti decenni, avverte la Banca centrale europea nel suo bollettino mensile, che vede un peggioramento della situazione negli ultimi tre mesi. Ma già nel 2010 dovrebbero arrivare i primi segnali di ripresa. Per l'anno in corso la Bce stima un Pil in calo tra il 3,2% e il 2,2%. L'inflazione continuerà a calare e in Eurolandia per l'estate scenderà, temporaneamente, sotto lo zero. "Le proiezioni di marzo sull'inflazione elaborate dagli esperti presentano una significativa revisione al ribasso rispetto all'esercizio precedente, collocando il tasso di incremento dell'inflazione armonizzata sui dodici mesi fra lo 0,1 e lo 0,7% nel 2009. Nei prossimi mesi, principalmente per gli effetti base connessi ai passati andamenti dei prezzi dei beni energetici, l'inflazione complessiva dovrebbe registrare un ulteriore calo e intorno alla metà dell'anno in corso potrebbe temporaneamente raggiungere livelli negativi".
In seguito, proseguono gli esperti, ci si attende che "torni ad aumentare anche per gli effetti derivanti dalla passata evoluzione dei prezzi dell'energia".
Per il 2010, infine, gli economisti dell'Istituto di Francoforte collocano "l'inflazione armonizzata tra lo 0,6% e l'1,4%. Anche questo intervallo di valori - spiegano - rappresenta una considerevole revisione al ribasso rispetto alle proiezioni macroeconomiche di dicembre formulate dagli esperti dell'Eurosistema che riflette soprattutto il cambiamento delle prospettive di crescita".
Deficit-Pil oltre il 3% in 10 paesi su 16
"Il deterioramento dei conti pubblici è diffuso nei paesi dell'area euro. Nelle previsioni della Commissione, Irlanda, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Portogallo e Slovenia supereranno quest'anno il valore di riferimento del 3% del Pil rimanendone al di sopra nel 2010 (ad eccezione della Slovenia), mentre Belgio, Germania, Austria e Slovacchia si unirebbero a tali paesi nel 2010". E' quanto si legge nel Bollettino della Banca centrale europea che evidenzia come "questo scenario" implichi che "probabilmente, entro il 2010, il disavanzo sia superiore al valore di riferimento in dieci dei sedici paesi membri dell'area dell'euro".
