BRIC, la view di Raiffeisen.
BRIC, la view di Raiffeisen.
La banca centrale indiana sorprende con un elevato rialzo dei tassi. Le aspettative di crescita in Brasile continuano a calare; ciclici fortemente sotto pressione.
Cina
Gli indici dei responsabili degli acquisti segnalano un ulteriore rallentamento nel ritmo di crescita cinese. Anche la pressione dei prezzi si attenua leggermente, ma finora meno di quanto auspicato dal governo e dai mercati. Le misure intraprese dalla banca centrale per frenare l’inflazione sembrano avere sempre maggiore efficacia sul piano dell’accesso al credito; allo stesso tempo si moltiplicano, però, le voci che riferiscono di cospicui prestiti e finanziamenti al di fuori dei bilanci bancari ufficiali. Una gravissima sciagura ferroviaria sulle linee cinesi dell’alta velocità ha palesato carenze di sicurezza e problemi sul piano della qualità, che potrebbero avere ricadute negative sul complesso dell’economia cinese. Da un lato si tratta di una rete ferroviaria costruita a tempo di record e con impiego di immensi capitali, fiore all’occhiello della politica infrastrutturale cinese. Un progetto prestigioso che ai produttori cinesi di treni ad alta velocità dovrebbe servire come progetto di riferimento per acquisire commesse internazionali nell’ambito dell‘export. Questa prospettiva per ora sembra essere stata liquidata. Dopo tutto, l‘equivalente giapponese non ha registrato neppure un incidente mortale in quasi 40 anni. Dall’altro lato, questo evento potrebbe riverberarsi anche su altri settori, contribuendo a rafforzare l’immagine che ancora si portano dietro molti dei prodotti cinesi: prodotti realizzati in fretta e a buon mercato, ma di scarsa qualità e, in ultima analisi, più che altro copie imperfette degli originali. Il mercato azionario cinese, tuttavia, si è ripreso di nuovo relativamente bene e ha perso meno di altri Paesi emergenti, con un saldo negativo del 2%.
India
Alla fine di luglio la banca centrale indiana, sorprendendo i mercati, ha di nuovo alzato i tassi di 50 punti base invece degli attesi 25, portandoli così all‘attuale 8%. L’inflazione rimane alta e ormai da 18 mesi si mantiene ostinatamente al di sopra del 9%. La banca centrale ha rivisto al rialzo le previsioni di inflazione per la fine dell’anno fiscale (marzo 2012) dal 6 al 7%. Allo stesso tempo, le cifre relative alla produzione industriale sono risultate più deboli di quanto ci si aspettasse; tuttavia i dati mensili sono soggetti ad oscillazioni troppo forti e quindi non sono molto significativi, secondo le valutazioni della banca centrale stessa. Il mercato azionario non è riuscito a dar seguito alla ripresa iniziata alla fine di giugno e ha ceduto circa il 3,5% a luglio. In controtendenza, hanno registrato un incremento i titoli delle telecomunicazioni e i produttori di cemento, questi ultimi dopo il vistoso calo dei mesi precedenti. Gli asset del comparto dei metalli, le utilities e le imprese di costruzione di infrastrutture hanno avuto un andamento inferiore alla media, come già il mese scorso.
Brasile
In Brasile, nell’ultimo periodo, i dati congiunturali sono risultati di nuovo piuttosto negativi. Le aspettative di crescita del PIL per l’intero anno sono già fortemente calate dall’inizio del 2011 e indicano una crescita reale destinata a scivolare al di sotto del 4%. Nondimeno sembra che anche l’inflazione si sia lasciata alle spalle il picco massimo. La crescita del credito, ancora molto elevata nonostante tutte le misure di contrasto adottate dalla banca centrale, registra un incremento del 20% rispetto all’anno precedente. La banca centrale ha varato ulteriori misure per contrastare il continuo apprezzamento del real brasiliano. Il mercato azionario non ha proseguito nella sua ripresa ed è stato uno dei peggiori tra i Paesi emergenti, con un saldo negativo di circa il 6%. Soprattutto le azioni sensibili alla congiuntura, come i produttori di acciaio e i beni di consumo ciclici sono finiti fortemente sotto pressione. Perfino supponendo un ulteriore peggioramento delle aspettative congiunturali, alcuni titoli, dopo le forti perdite di quotazione degli ultimi mesi, godono ora di valutazioni molto vantaggiose, soprattutto alcune banche e alcuni titoli del comparto dell‘acciaio.
Russia
La ripresa economica della Russia prosegue, ma con un dinamismo sempre più blando. Recentemente la banca centrale ha lasciato invariato il tasso di riferimento, come ci si aspettava. Quest'anno il raccolto dovrebbe andare bene; pertanto i prezzi dei prodotti alimentari in Russia rispetto all'anno precedente (periodo di estrema siccità) non dovrebbero esercitare una pressione inflattiva degna di nota. A sua volta questo potrebbe avere, nella seconda metà dell‘anno, riflessi positivi sull‘inflazione che attualmente è ancora oltre l‘8% (tasso core). Nel raffronto mensile, il rublo si è rafforzato nei confronti del paniere valutario euro/dollaro USA, sostenuto dal prezzo aumentato del petrolio. I rendimenti delle obbligazioni russe sono calati e a luglio hanno regalato agli investitori basati sull’euro una performance nel complesso positiva. Il mercato azionario russo a luglio ha registrato un trend da laterale a leggermente rialzista e ha concluso il mese con un leggero incremento. Ma nemmeno la Russia è riuscita a sottrarsi all’ondata di vendite che ha investito i mercati globali dall’inizio di agosto. La notizia principale nel mese di luglio è stata senza dubbio il salvataggio della Bank of Moscow da parte dello Stato russo con un’iniezione di capitali da 14 miliardi(!) di dollari USA; tuttavia le banche russe se la sono cavata meglio dei titoli bancari sui mercati avanzati. I titoli dei beni di consumo e gli asset immobiliari hanno registrato performance molto più negative della media del mercato.
