Cogne Acciai Speciali: al via un piano di sviluppo da 30 milioni di euro.
Cogne Acciai Speciali: al via un piano di sviluppo da 30 milioni di euro.
Aosta - L’andamento fortemente altalenante degli ultimi anni ha indotto la CAS a cambiare strategia e a lanciare un progetto di sviluppo innovativo con un investimento di 25/30 milioni di euro su tre anni. Il presidente Marzorati lo ha presentato alla stampa a fine dicembre.
Il 2011 è stato, per ammissione dello stesso Presidente Roberto Marzorati, un anno di profonda contraddizione per la Cogne Acciai Speciali. Se a giugno i vertici dell’azienda comunicavano l’uscita dalla crisi ed un semestre positivo che faceva ben sperare per tutto l’anno, a fine settembre gli stessi vertici annunciano il ricorso alla cassaintegrazione.
“In tempi brevissimi abbiamo registrato cambiamenti di scenari sui mercati mondiali impossibili da prevedere e ora le statistiche ci dicono che siamo ufficialmente in recessione. Dal mese di agosto abbiamo registrato un calo significativo degli ordini”. Sul piano del fatturato l’azienda valdostana, con circa 520 milioni di euro, riesce a contenere i danni. “Ma siamo ben lontani, insiste ancora Marzorati, dalle prospettive di forte positività che avevamo immaginato nei primi sei mesi”. L’andamento fortemente altalenante degli ultimi anni ha indotto la CAS a cambiare strategia e a lanciare un progetto di sviluppo innovativo con un investimento di 25/30 milioni di euro su tre anni, dal 2012 al 2015. Sarà un vero e proprio processo di riorganizzazione da cui usciranno nuove qualità di acciaio, che avranno una maggiore complessità metallurgica e una diversa destinazioni finale. La Cogne infatti, senza abbandonare la vergella e la produzione attuale, nel prossimo triennio vuole entrare in modo più stabile e strutturale nel settore dell’automotive, in quello energetico e nel settore medicale.
“Se i nostri investimenti in precedenza erano tutti focalizzati ad aumentare la gamma di prodotti o la capacità produttiva, ora vogliamo puntare su prodotti di nicchia, la cui realizzazione è più complessa ma il cui mercato è meno legato agli andamenti del costo delle materie prime e quindi meno soggetto a speculazioni” ha spiegato Marzorati.
Il progetto prevede l’acquisto di impianti specializzati, la formazione del personale, un investimento forte in ricerca e innovazione. Il tutto dovrebbe avvenire senza fermate non programmate della produzione attuale e garantendo l’attuale forza lavoro, pari a 1030/1040 dipendenti che, nel prossimo futuro, potrebbero anche crescere.
di Nathalie Grange
