Coronavirus Vs Acciaierie: notizie dal mondo
L'epidemia di coronavirus scoppiata a Wuhan alla fine del 2019 ha danneggiato pesantemente l'industria siderurgica mondiale, causando forti rallentamenti e interruzioni della catene di fornitura, fino al completo arresto della produzione in alcune regioni.
Quali sono gli effetti sulla produzione mondiale di acciaio? Come sono andate le cose in questo primo trimestre del 2020? Facciamo un rapido giro del mondo e vediamo com'è la situazione in alcuni dei più importanti paesi produttori di acciaio.
Cina
Secondo l'ultima indagine del National Bureau of Statistics of China, nonostante il diffondersi dell'epidemia, la produzione di acciaio grezzo è aumentata del 3,1% durante i mesi di gennaio e febbraio. Le acciaierie si sono infatti dichiarate ottimiste per tutto il periodo, sperando in una forte ripresa della domanda mentre il paese riprende i normali ritmi lavorativi. Per inciso, sembra che l’epidemia sia stata quasi del tutto debellata dal Paese.
USA
I produttori siderurgici statunitensi stanno monitorando attentamente la situazione, ma l'impatto del virus sull’indotto non si avverte ancora. Stando a quanto afferma S&P Global Platts, l’industria dell’acciaio americano non riscontra problemi di approvvigionamento di materie prime. Tuttavia, nell'eventualità che la situazione possa deteriorarsi, molte aziende siderurgiche, compresi i grandi nomi del settore, hanno già preparato alcuni piani di emergenza.
Vietnam
Le restrizioni imposte per contenere il coronavirus stanno fortemente rallentando le attività commerciali del Vietnam, nonché restringendo il credito a disposizione delle acciaierie e degli acquirenti. Nel paese, la domanda di acciaio è diminuita drasticamente a causa dell'interruzione di tutti i progetti di costruzione. Secondo la Vietnam Steel Association, anche il consumo di acciaio ha subito un drastico calo del 35%, e le esportazioni sono diminuite del 20%. Non solo: altri prodotti legati all'acciaio hanno registrato un calo della domanda del 30-40%.
Italia ed Europa
L'Italia è attualmente il paese più colpito in Europa.
A seguito del decreto del 22 marzo 2020, tutte le attività produttive industriali e commerciali in Italia sono state sospese fino al 3 aprile, con alcune eccezioni (ad esempio, possono continuare a lavorare sia le aziende che lavorano a distanza, sia le aziende del settore sanitario, farmacologico, agricolo-alimentare o aerospaziale e della difesa).
Al momento la siderurgia italiana resta in attesa, in quanto il decreto presenta diverse zone grigie che necessitano di maggiore chiarezza interpretativa. C’è chi ha deciso di proprio conto di fermarsi e chi rimane aperto implementando dispositivi di sicurezza e riducendo i propri volumi di produzione. Si segnalano anche azioni sindacali volte a richiedere la chiusura degli impianti, laddove risulti difficile garantire la salvaguardia dei lavoratori.
Il virus si sta ora diffondendo anche nel resto d'Europa (soprattutto in Spagna, Francia e Germania), determinando un calo complessivo della domanda degli utenti finali. Questo si tradurrà probabilmente in un effetto domino sul resto della catena di fornitura nel corso di quest'anno.
Corea del Sud
Le agenzie di stampa coreane affermano che l'epidemia di COVID-19 lascerà un solco profondo nell'economia sudcoreana, causando un calo della domanda domestica perturbazioni nel settore manifatturiero e dei servizi, con rallentamenti anche negli investimenti.
Il Paese si auspica una ripresa più avanti quest'anno, ma l’obiettivo non è sicuramente facile da raggiungere. Per quanto riguarda l'industria siderurgica, la possibilità di diffusione del virus negli impianti è attualmente bassa, con pochi casi confermati.
Foto tratta da worldsteel / Seong Joon Cho