Dal net alla rete #4. Quarto articolo della rubrica sulle Reti di Imprese.
Continua la rubrica tenuta da Stefano Benetti sull'argomento “Reti di Imprese”, un tema che sta diventando sempre più rilevante, anche per le aziende del comparto meccanico e della lavorazione dei metalli. Oggi vedremo assieme alcuni passaggi e aspetti della costituzione di una Rete, con un esempio concreto. Se vi siete persi gli interventi precedenti, trovate i link in fondo al presente articolo.
Riprendiamo da dove ci eravamo lasciati, presentando sinteticamente il reale percorso della costituzione di una Rete.
Le 13 imprese che l’hanno realizzata (complessivamente poco più di 100 addetti), operavano nei settori delle lavorazioni meccaniche – costruzioni meccaniche e trattamenti; in parte già si conoscevano ed alcune avevano anche rapporti professionali o personali. Un paio di queste, particolarmente attente al tema dell’innovazione, vennero a conoscenza dei Contratti di Rete e di un finanziamento camerale disponibile per la loro costituzione. Da lì iniziò il loro progetto di collaborazione.
Per quanto il gruppo disponesse di una leadership interna che motivava e trascinava, i limiti di tempo e di conoscenza specifica del “processo” portarono alla scelta di farsi accompagnare, nel percorso di costituzione della Rete e relativo Contratto, da una società di consulenza esterna (… grazie anche al finanziamento disponibile). Questa società, che esercitava la funzione di consulenza, il cosiddetto coaching, assunse il compito di far conoscere a tutti i soggetti della rete quegli aspetti, individuali e collettivi, che servivano a sviluppare il senso e gli strumenti di una collaborazione efficace, guidando poi il gruppo verso la meta finale (il Contratto di Rete).
Si partì dal valutare le varie aziende e la loro “qualità” operativa (la fase di screening), così da far emergere tutte le potenzialità di miglioramento individuale e di interazione. Venne creato uno schema di messa a punto dei “correttivi”, così che le singole aziende potessero meglio operare e sintonizzarsi in un contesto di rete.
Si passò poi ad individuare le varie Aree di Collaborazione (marketing, vendite, acquisti, produzione, logistica, etc.) creando diversi sottogruppi i quali, particolarmente competenti nella specifica area, vi si concentrassero sviluppandola gradualmente. Gli indirizzi operativi dei gruppi toccavano specifici temi, quali: Gestione e sviluppo mercato, Messa a punto di prodotto e offerta, Gestione di produzione e logistica, Interazione operativa ed economica, Identità operativa della rete, Ottimizzazione inter-rete delle capacità, Creazione di un Database comune, etc. I temi erano molti ed era essenziale programmarli con metodo e scadenze precise, cercando di affrontarli in un contesto propositivo e realistico ad un tempo.
Il gruppo si diede un anno di tempo per arrivare alla definitiva stesura e sottoscrizione del contratto, consolidando nel frattempo la collaborazione ed i primi risultati concreti. Il lavoro non è stato semplice né facile, si è passati dal doversi realmente conoscere al condividere obiettivi, ma anche valori; si è dovuto dare disponibilità ed impegno, darsi delle regole, concordare un piano di lavoro, distribuendo compiti e verificandone i progressi. Occorreva essere ambiziosi, coerenti, e anche pazienti. Creare una rete è quindi un processo semplice e complesso ad un tempo, nasce dalla “vision” di qualcuno e da altri che la condividono. Cresce con la serietà e l’impegno di chi costituisce una società ex-novo, ma non nega l’identità e l’autonomia imprenditoriale di chi vi partecipa. Anzi la può esaltare.
Il prossimo sarà il nostro ultimo intervento, vi daremo alcuni dati, e qualche informazione supplementare, sperando di aver assolto in modo soddisfacente al compito per il quale ci eravamo impegnati.
Stefano Benetti
SB Consulting Internazionalizzazioni
ASSORETIPMI (Comitato per l’Internazionalizzazione Reti)
Dal net alla rete. Articolo #3
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