Dal net alla rete #5. Ultimo articolo della rubrica sulle Reti di Imprese.
Con questo ultimo intervento, Stefano Benetti conclude la sua panoramica sulle Reti di Impresa, presentando alcuni dati oggettivi, sui cui è giusto riflettere, e tirando le fila di questa iniziativa: cinque articoli per introdurvi all'argomento Aggregazioni di Impresa. Se siete interessati a discuterne vi rimandiamo al thread pubblico su Linkedin, o se volete potete contattare personalmente il sig. Benetti. Trovate il rimando ad entrambi in fondo all'articolo.
Anzitutto, vediamo assieme alcuni dati riguardanti i Contratti di Rete.
Abbiamo detto che la loro storia conta poco più di 3 anni di vita. Nel 2010 (“anno primo”, visto il 1° decreto legge che le disciplina in Italia è del 2009) eravamo arrivati a solo poche decine; nel 2011 già se ne contavano quasi 200; nel 2012 ci aspettiamo di superare i 600, coinvolgendo migliaia e migliaia di imprese. Pur essendo questi numeri ancora modesti la progressione è certamente notevole. Quale ulteriore esempio si può citare uno degli ultimi bandi per l’aggregazione in Lombardia (fonte: Confcommercio Como), dove le domande presentate sono state ben 106, anche questo è un segnale che fa ben sperare.
Ma parliamo invece di risultati. I primi studi fatti tra il 2009 e il 2010 (fonte: Prometeia) ci dicono che le reti hanno generalmente realizzato performance migliori rispetto alle singole aziende dello stesso comparto. Ecco i dati a confronto:
Reti Comparto Fatturato +15% -2% Rotazione magazzini +15% +10% Oneri finanziari/margini 12% 25% Le reti quindi, pur con qualche contraddizione e vari travagli (vedi la questione sulla soggettività giuridica, e sulla partita IVA, a cui ho accennato nel terzo articolo), si dimostrano comunque una strategia valida, innovativa e sempre più diffusa. Sottolineiamo di nuovo che il loro significato non è meramente quello di “estremo rimedio”, ma piuttosto una scelta “a prescindere”, scelta che appartiene più ad una progettualità innovativa che all’emergenza del momento. Si tratta di un cambiamento culturale e di un nuovo atteggiamento economico-sociale.
L'impulso può nascere da quel “mal di pancia” provato dagli imprenditori (come lo ha definito uno delle mie parti), quel disagio per una situazione problematica e frustrante, che condiviso con amici/colleghi fa sorgere la domanda: “Che cosa possiamo fare (… assieme)?” Così si può passare da questa condivisione alla ricerca di una soluzione che appunto comprenda ed includa, e questo senza che si debba rinunciare a tutte le proprie prerogative o alla propria autonomia.
Vi segnalo infine che l’argomento Reti è sempre più presente anche nell’agenda dell’Unione Europea, porto a esempio il programma Cosme (2014-2020) che pianifica risorse per 2,5 miliardi di euro e di cui le reti saranno tra i potenziali beneficiari.
A questo punto non ci resta che concludere. Abbiamo cercato di informare (e spero stimolare) i lettori, senza la pretesa di esaurire in così poche righe un argomento tanto impegnativo e ricco di spunti.
Senz’altro alcuni di voi avranno dubbi o domande e per questa ragione Expometals.net si è resa disponibile a proseguire il dialogo dando così spazio a vostri interventi, e noi cercheremo per quanto ci sarà possibile, di rispondere ai quesiti più significativi.
Uno di questi potrebbe essere ad esempio: “Perché io non dovrei farcela da solo?”. Premettendo che non ho mai sostenuto che la rete sia la soluzione per tutti, le ragioni per temere di non farcela da soli sono tante. Consideriamo innanzitutto che dal 2009 in poi è stato un crescendo di imprese che non ce l’hanno fatta (decine e decine di migliaia), e che questo fenomeno è destinato ad aggravarsi e durare ancora degli anni. Nel nostro Paese, primo forse per burocrazia – illegalità – evasione, ma tra gli ultimi quanto a competitività (con oneri operativi, finanziari, fiscali altissimi), patria delle piccole piccolissime imprese sottocapitalizzate (anche in risorse umane) e spesso alle prese con difficili passaggi generazionali, resistere è diventato eroico e crescere quasi impossibile. Crescere oggi significa avere risorse finanziarie e umane importanti, capacità imprenditoriali le più ricche ed ampie possibili, sapersi spostare sempre più lontano (… e non solo spostare i prodotti).
Queste le principali ragioni che impediranno a molti di farcela da soli, ma piuttosto mi piacerebbe che gli stessi finalmente si ponessero un’altra domanda: “Perché non cerchiamo di farcela assieme?”
“… Non esiste vento favorevole, per il marinaio che non sa verso quale porto andare”. (Seneca)
Vi aspettiamo dunque con le vostre considerazioni e domande, grazie e a presto. Stefano Benetti
SB Consulting Internazionalizzazioni
ASSORETIPMI (Comitato per l’Internazionalizzazione Reti)
Cel. 335 6557083
E-mail absita@tin.it
Per chi volesse rileggere gli articoli precedenti, questo è il link diretto: Dal net alla rete. Articolo #4
Dal net alla rete. Articolo #3
Dal net alla rete. Articolo #2
Dal net alla rete. Articolo #1
Per partecipare alla discussione sul tema, questo è il link della discussione su Linkedin.
