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Dow Jones Osservatorio Materie Prime/non ferrosi metals outlook
domenica 2 maggio 2010

Dow Jones Osservatorio Materie Prime/non ferrosi metals outlook

Dow Jones Osservatorio Materie Prime/non ferrosi metals outlook


Dow Jones Osservatorio Materie Prime/non ferrosi metals outlook
by Gianclaudio Torlizzi

Milano, 3 maggio - Dopo aver toccato in massimi ad interim a metà aprile, i prezzi dell’alluminio e del rame non saranno in grado di ripetere nelle prossime settimane le performance osservate il mese scorso. Le preoccupazioni fiscali in molti paesi europei e i timori che la Cina possa introdurre misure restrittive per frenare il fiorente mercato immobiliare stenderanno un’ombra sui finora forti fondamentali dei metalli.

Questo schema era già apparso evidente nella maggior parte delle sessioni della seconda metà di aprile: i prezzi si trovavano sotto pressione nonostante il mix rialzista di domanda forte, dati macroeconomici migliori delle attese e incoraggianti report societari a seguito degli avvenimenti in Europa e in Cina. Sul London Metal Exchange (Lme), il rame ha visto ritracciamenti di circa il 6% su base mensile, mentre i guadagni del mese scorso sono stati cancellati in poche sessioni. Le perdite dell’alluminio sono apparse un po’ meno pronunciate (-5,7% su base mensile), anche se le transazioni sono state caratterizzate da forte volatilità: il metallo ha perso ad esempio il 6,5% il 28 aprile sulla scia delle preoccupazioni riguardanti la crisi della Grecia, i timori per l’euro e per l’andamento depresso dei prezzi dei metalli. Con l’avanzare della crisi fiscale europea, i player di mercato continueranno probabilmente a prendere imbeccate dai problemi di debito dell’eurozona. Inoltre, i forti ribassi su base giornaliera dei prezzi dei metalli hanno danneggiato in maniera significativa i trend tecnici di breve periodo.

I fondamentali si sono mossi in secondo piano, anche se la domanda appare robusta e l’offerta di alcuni metalli è limitata. Le scorte di rame nei magazzini Lme sono scese del 2%, così come gli stock di alluminio hanno perso l’1% nel mese di aprile. Questi ultimi sono in discesa da due mesi, e più precisamente da quando i player hanno cominciato a rompere gli accordi finanziari per capitalizzare su forti premi spot. Tuttavia, secondo gli operatori, l’alluminio ripartirà dal punto in cui si trova adesso, visto che gli accordi finanziari sono stati spostati all’anno prossimo e questo terrà i materiali fuori dai mercati spot. Nel frattempo, il restocking e la domanda finale sono tornati fattori positivi. Le vendite globali di autovetture stanno crescendo rapidamente verso nuovi picchi, spinte dall’aumento di domanda nei mercati emergenti. Le importazioni cinesi di prodotti finiti sono rimaste elevate a marzo e la domanda apparente di rame nel paese è arrivata a livelli record. Lo spread tra i prezzi Lme e quelli sullo Shanghai Futures Exchange (Shfe) è ancora a favore delle importazioni, un’indicazione questa che sottolinea come il trend dovrebbe continuare. Maggiori controlli sull’import cinese di rottame di rame potrebbero infine influire sull’aumento della domanda del metallo, in fermento anche nei paesi Ocse.

Alcuni osservatori stanno speculando sulla recente correzione dei prezzi azzardando che questa potrà portare buone opportunità di acquisto in vista del rafforzamento dei fondamentali. Tuttavia, crediamo che sia troppo presto per fare previsioni. Al momento in cui scriviamo, politici, banche centrali e il Fondo Monetario Internazionale stanno elaborando un piano di soccorsi per la Grecia. Timori di un contagio aleggiano sopra i mercati mentre le casse di Portogallo, Irlanda, Spagna e Italia si stanno svuotando, richiamando il rischio di nuova pressione sull’euro.

Tuttavia, la discesa avrà anch’essa un limite. I mercati finanziari mondiali hanno ancora liquidità in abbondanza cosicché i soldi continueranno a confluire nelle commodity. Inoltre, i player orientati ai fondamentali a compreranno al ribasso in attesa di un successivo rally dei prezzi. Ad acquistare saranno soprattutto i partecipanti al mercato con necessità di materiali fisici, che non hanno altra scelta se non comprare ora che le scorte diminuiscono.  

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