Dow Jones/Report Metalli Non Ferrosi
Dow Jones/Report Metalli Non Ferrosi.
by Gianclaudio Torlizzi
Come previsto, i prezzi di rame e alluminio sul London Metal Exchange (Lme) sono saliti dall’inizio di aprile e continueranno il trend in ascesa anche nelle prossime settimane. Il contratto a tre mesi sul rame ha guadagnato oltre 8.000 USD/t a metà aprile, un livello visto solo prima del crack di Lehman nell’estate 2008. Allo stesso modo il contratto a tre mesi sull’alluminio ha segnato +4% dall’inizio del mese, ma è ancora lontano dalla situazione pre-crisi finanziaria. Nelle ultime sessioni di trading, l’andamento del dollaro e le preoccupazioni riguardanti il surriscaldamento dell’economia cinese hanno avuto un impatto negativo sulle performance dei metalli di base. La Cina è cresciuta dell’11,9% nel primo trimestre 2010; considerato che il target di Pechino era per quest’anno l’8%, tra gli investitori corre la paura che la seconda parte del 2010 potrebbe essere all’insegna di un calo delle attività economiche del primo utilizzatore di rame al mondo. Alcuni trader dello Shanghai Futures Exchange (Shfe) hanno già riferito che le quotazioni attuali del rame hanno generato una flessione dell’interesse verso gli scambi fisici. Inoltre i sempre in crescita prezzi degli immobili hanno spinto Pechino ad annunciare un intervento governativo per evitare un surriscaldamento del settore del mattone. Anche il ridimensionamento dell’appetito verso le importazioni ha contribuito a far rallentare l’andamento del rally sul rame. I magazzini Shfe sono cresciuti di 16.357 tonnellate a metà aprile a 185.895 tonnellate.
Le preoccupazioni sugli acquisti della Cina dureranno probabilmente ancora poco visto che l’appetito del paese del Dragone rimarrà sostenuto; questo anche se il tasso annuale di crescita dell’economia scenderà sotto l’8%. La domanda finale rimane in buona salute, grazie anche agli stimoli fiscali che continuano per ora a supportare i livelli di acquisto degli utilizzatori finali. Come conseguenza anche le importazioni si rafforzeranno parecchio.
La domanda nei paesi Ocse si sta poi stabilizzando. Gli utilizzatori europei riferiscono di tempi di consegna più lunghi per i prodotti di rame in quanto i produttori hanno difficoltà a tenere il passo con l’interesse di acquisto. Un effetto simile dovrebbe riscontrarsi negli Usa tra qualche mese. Di conseguenza i livelli degli stock sono in discesa nei paesi Ocse. Nei magazzini Lme, gli stock di rame sono scesi del 2% su base mensile e ciò potrebbe più avanti stimolare nuovamente le attività. La parte anteriore della curva fa prevedere la formazione di un leggero contango: dall’inizio di marzo, il contratto a 15 mesi ha guadagnato un premio dello 0,6% sul prezzo cash, e ciò sottolinea come la percezione degli investitori sul mercato degli stock non sia cambiato ancora molto. Tuttavia i prezzi dovrebbero essere sostenuti dal movimento del mercato e il mercato dovrebbe muoversi verso un deficit nel 2011. Dunque, qualunque correzione delle quotazioni dovrebbe avere vita breve. Gli stock di alluminio si stanno lentamente discostando anche loro dai magazzini Lme.
Inoltre, gli acquisti speculativi continuano a dare sostegno ai prezzi dei metalli e nei mesi a venire dovrebbe subentrare un fattore rialzista. Questo perché, secondo la Fed, i tassi di interesse continueranno a rimanere bassi.Tuttavia il sentiment sull’euro rimane debole tra le incertezze che circondano al momento le questioni fiscali della Grecia. La risultante forza del dollaro Usa ha bloccato la crescita dei prezzi dei metalli di base e continuerà a pesare sulle quotazioni. Infine, riteniamo che qualunque ammaccatura dovrebbe durare poco visto che la domanda è generalmente solida e l’appetito degli speculatori rimane più che salutare. L’alluminio e il rame dovrebbero vedere nuovi guadagni a cifra unica nelle prossime quattro settimane.
