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Federacciai contro gli aiuti statali alla siderurgia cinese
giovedì 26 febbraio 2009

Federacciai contro gli aiuti statali alla siderurgia cinese

Federacciai contro gli aiuti statali alla siderurgia cinese

Piena adesione da parte di Federacciai all'iniziativa di EUROFER, la Confederazione Europea delle Industrie del Ferro e dell'Acciaio, che ha presentato martedì a Bruxelles un articolato studio, realizzato dall'agenzia specializzata THINK!DESK China Research & Consulting che documenta il grave atteggiamento del Governo cinese, reo di intervenire con aiuti alle proprie imprese siderurgiche, nonché di favorenti politiche protezionistiche a danno delle aziende straniere e, quindi, della libera concorrenza. Federacciai, in rappresentanza delle imprese siderurgiche italiane, sottolinea la grande preoccupazione per una situazione che può generare ricadute considerevolmente negative sull'equilibrio commerciale mondiale e quindi anche sulle nostre imprese. Il rapporto Governo-imprese cinesi è un rapporto contraddistinto da ingenti aiuti e protezionismi statali (ad esempio, attraverso dazi che lo stesso Stato cinese frappone alle merci e il commercio delle aziende straniere), contrari alla libera concorrenza, e capaci di causare ingenti danni economici alle imprese siderurgiche europee.
Alla luce dei preoccupanti risultati emersi dallo studio, Federacciai - la Federazione che rappresenta le industrie siderurgiche italiane - attraverso la voce del suo Presidente, Giuseppe Pasini, sottolinea che: «Il protezionismo del Governo cinese ci preoccupa molto; è rilevante denunciarlo oggi ma ancora più importante ridimensionarlo in fretta. Se è vero che la Cina, maggior produttore di acciaio a livello mondiale, rappresenta già da alcuni anni un player in grado di spostare gli equilibri di mercato, è altrettanto vero che questo non può avvenire attraverso regole non condivise o addirittura “sleali”, che vanno a discapito degli altri. Le nostre imprese hanno investito parecchio negli ultimi anni, sia in processi tecnologici che in ricerca, e producono un acciaio moderno, di alta qualità, che non ha nulla da invidiare a quello cinese. E' assurdo quindi pensare che le aziende europee - e quindi italiane - possano perdere quote di mercato, specie in questa fase economica così delicata, rischiando la chiusura, a causa di atteggiamenti anticoncorrenziali e sleali».
«Recentemente - ha concluso Pasini - abbiamo assistito a un caso simile negli Stati Uniti con il Buy American e questo non ci conforta perché il rischio è quello che l'Europa rimanga intrappolata e bloccata da questi effetti protezionistici. Ci auguriamo che gli impegni affermati all'interno della Wto possano essere mantenuti a garanzia di un libero mercato».

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