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I colossi europei dell'acciaio inox schiacciati dall'eccesso di capacità.

I colossi europei dell'acciaio inox schiacciati dall'eccesso di capacità.

I colossi europei dell'acciaio inox schiacciati dall'eccesso di capacità. L’attesa di ribassi del nickel ritarda gli acquisti dei consumatori finali. E tutti i big del settore - Acerinox, Outokumpu, ArcelorMittal e ThyssenKrupp – tagliano.

I produttori europei di acciaio inox continuano a subire le ricadute negative del cronico eccesso di capacità. Ma per il trimestre che sta per concludersi è il nickel a dettare pronostici poco favorevoli. Il metallo a Londra staziona sotto i 23mila dollari per tonnellata, oltre il 10% meno rispetto all’inizio dell’anno. Senza contare che per i prossimi mesi si profila un eccesso d’offerta che potrebbe favorire nuovi ribassi. Il risultato è atteso dai consumatori di inox, il cui prezzo è molto influenzato da quello del nickel (nei listini di prezzo è previsto di norma un “alloy surcharge” modificato mensilmente e legato in prevalenza proprio al nickel). Così molti rinviano gli acquisti nella speranza di ottenere acciaio inossidabile a prezzi più bassi tra qualche mese. “La domanda è fragile – nota Jonathan Schroer, di UniCredit – e la capacità è sovrabbondante, quindi l’attesa è la strategia più logica per i compratori”. Così il secondo trimestre, di norma uno dei più vivaci per il settore, minaccia di penalizzare i profitti dei produttori di inox. Il gruppo spagnolo Acerinox, numero uno mondiale, si appresta a tagliare la produzione a Gibilterra e i suoi impianti nel complesso saranno presto usati solo al 65% della capacità. Anche il primo impegno del nuovo amministratore delegato della finlandese Outokumpu è quello tagliare posti di lavoro. Quanto al colosso siderurgico ArcelorMittal, la controllata Aperam, appena scorporata, sta per tagliare del 7% la capacità del suo maggior impianto francese di inox, un esempio che quasi certamente sarà imitato dal gruppo tedesco ThyssenKrupp.  

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giovedì 23 giugno 2011