Il dato dell'Istat
Il dato dell'Istat
Record negativo per le esportazioni italiane come del resto in tutto il globo. Il crollo di gennaio (-25,8% su anno) è il dato tendenziale peggiore dal dicembre del 1986. Lo comunica l'Istat.
A gennaio, le riduzioni delle esportazioni hanno coinvolto - spiega l'Istat - quasi tutti i settori; in particolare, tra quelli principali, i mezzi di trasporto (meno 39,7 per cento, all'interno dei quali gli autoveicoli registrano un meno 49 per cento), le sostanze e prodotti chimici (meno 32,3 per cento), i metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (meno 28,4 per cento), i macchinari ed apparecchi n.c.a. (meno 26,2 per cento), i prodotti delle altre attività manifatturiere (meno 23,3 per cento, all'interno dei quali i mobili registrano un meno 25,9 per cento) e gli apparecchi elettrici (meno 23,1 per cento). Dal lato delle importazioni, tra i settori di maggior peso, sono da rilevare le flessioni di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (meno 45,5 per cento), delle sostanze e prodotti chimici (meno 41,3 per cento), dei mezzi di trasporto (meno 38 per cento, all'interno dei quali gli autoveicoli registrano un meno 38,1 per cento), dei macchinari ed apparecchi n.c.a. (meno 27,5 per cento) e dei computer, apparecchi elettronici e ottici (meno 18,1 per cento).
Incrementi hanno riguardato gli articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (più 15,6 per cento) e gli articoli di abbigliamento (anche in pelle e pelliccia) (più 3,0 per cento). Nel mese di gennaio 2009, la dinamica tendenziale delle esportazioni è stata negativa verso tutti i partner commerciali tranne Malta (più 9,7 per cento); in particolare, tra i maggiori partner, diminuzioni significative riguardano Spagna (meno 42,1 per cento), Regno Unito (meno 31,2 per cento), Grecia (meno 27,4 per cento), Germania (meno 19,7 per cento), Francia (meno 17,0 per cento) e Polonia (meno 16,4 per cento). Le importazioni dai principali partner commerciali sono diminuite dal Belgio (meno 39,8 per cento), dalla Spagna (meno 36,7 per cento), dalla Francia (meno 24,5 per cento), dalla Germania (meno 20,6 per cento) e dai Paesi Bassi (meno 14,2 per cento).
"I dati negativi sulla bilancia commerciale italiana erano già noti, e l'Istat non ha potuto fare altro che certificarli". Lo ha detto Claudio Scajola, ministro per lo Sviluppo economico, parlando a margine del convegno di Manifutura a Pisa. "Mi pare che parliamo sempre delle stesse cose - ha affermato - sono dati negativi conosciuti e oggi certificati, c'è una situazione economica complessa che colpisce l'Italia meno di altri paesi perché l'Italia ha una manifattura più forte che dobbiamo salvaguardare e valorizzare". Scajola ha quindi aggiunto di vedere "qualche piccolo segnale di miglioramento, per esempio nel settore dell'auto", secondo le ultime stime non ufficiali.
