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Indice Zew torna a salire, ma per 2009 si prevede crollo del Pil

Indice Zew torna a salire, ma per 2009 si prevede crollo del Pil

Per l'economia tedesca i primi spiragli di fiducia. Indice Zew torna a salire, ma per 2009 si prevede crollo del Pil

Berlino (Apcom) - L'economia tedesca si appresta a toccare il punto più basso della sua caduta e potrebbe rimettersi in moto già nella seconda metà dell'anno. È questo, in sintesi, il messaggio inviato oggi dagli esperti dell'istituto Zew, secondo i quali il clima di fiducia nel mondo finanziario della Germania va migliorando. Per la prima volta dal luglio del 2007 l'indice omonimo è infatti tornato in zona positiva, salendo di 16,5 punti e toccando quota 13 punti. Dopo una sequela di annunci e dati negativi la prima economia di Eurolandia, in recessione dallo scorso anno, incassa così la prima notizia positiva. Certo, il quadro resta caratterizzato da pesanti ombre. Proprio ieri, 21 aprile, l'industria tedesca dell'acciaio ha annunciato per quest'anno un crollo della produzione di oltre il 25%. E, secondo quanto scrive il quotidiano Sueddeutsche Zeitung, il governo federale intende tagliare drasticamente le sue stime di crescita per il 2009, portandole da -2,25% a -5%. Un arretramento che non ha pari nella storia della Repubblica federale e che si spiega col tracollo del prodotto interno lordo nel primo trimestre dell'anno. Senza dimenticare poi il fatto che l'indice Zew misura le aspettative per i prossimi sei mesi, per cui per molti analisti, di fronte a una recessione che già oggi si annuncia come la più grave del dopoguerra, potrebbe essere di fatto impossibile immaginare un ulteriore peggioramento della situazione. Ciononostante per l'economia tedesca il punto di svolta potrebbe essere vicino. Il sottoindice Zew relativo all'attuale situazione congiunturale è sceso ad aprile di soli 2,2 punti percentuali, lasciando intravedere dunque una stabilizzazione. "Assieme ad altri indicatori, l'indice Zew mostra che c'è la fondata possibilità di una conclusione del ciclo ribassista", ha commentato il presidente dell'istituto di ricerca, Wolfgang Franz. "Persino una lieve ripresa nella seconda metà dell'anno sta diventando più probabile", ha aggiunto Franz, il cui ottimismo moderato appare in linea con le dichiarazioni arrivate ieri da Hannover, dove si sta svolgendo la più grande fiera mondiale dell'industria. "Forse la fiera di Hannover è un piccolo segnale del fatto che lentamente siamo arrivati al punto più basso", ha detto la cancelliera Angela Merkel. Ancora più concreto è stato Hannes Hesse, numero uno dell'Associazione dei costruttori tedeschi di macchinari (un settore chiave per la locomotiva di Eurolandia): "da metà anno ci aspettiamo una fine del crollo degli ordinativi". Stando all'istituto Zew, a giustificare tali spiragli di fiducia sono tre fattori. Anzitutto la frenata dell'inflazione, che ridà ossigeno ai consumi, tradizionale tallone d'Achille della Germania. Poi un miglioramento delle prospettive economiche per gli Usa e i "prudenti impulsi positivi" che arrivano da Paesi come la Cina; due fattori, questi, fondamentali per un'economia fortemente dipendente dall'export come quella tedesca, il cui rilancio è legato anche a una ripresa del commercio internazionale. E infine c'è il fatto che i pacchetti di stimolo decisi dal governo tedesco "fanno sentire sempre più i loro effetti". Una precisazione che deve essere suonata come una conferma per Angela Merkel, che respinge con forza le richieste di un ennesimo piano di rilancio dell'economia giunte da alcuni ambienti sindacali. Bisogna prima aspettare che i due pacchetti di stimolo decisi a fine 2008 e a inizio 2009 facciano sentire i loro effetti, è la posizione della cancelliera. La quale domani incontrerà a Berlino i vertici delle maggiori banche e aziende tedesche, nonché dei sindacati, per fare il punto della situazione. Già oggi, intanto, Merkel e i ministri dell'Economia, Karl-Theodor zu Guttenberg, e delle Finanze, Peer Steinbrueck, hanno discusso con alcuni rappresentanti della Bundesbank e del fondo federale salva-banche sulla creazione di "bad banks" in cui gli istituti possano parcheggiare i titoli tossici nascosti nei loro bilanci. Una soluzione dovrebbe essere trovata entro l'estate. Il governo sembra aver escluso l'idea di un'unica bad bank centralizzata e si sta concentrando su due modelli, secondo quanto spiegato da zu Guttenberg, che non ha aggiunto però dettagli. "Abbiamo fatto grossi passi avanti", ha spiegato il ministro dell'Economia al termine dell'incontro. Stando a Steinbrueck, al più tardi tra due settimane dovrebbe essere pronto un testo di legge sulle bad banks.  

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mercoledì 22 aprile 2009