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La Lucchini chiede un 'accordo di arresto' alle banche.
mercoledì 20 ottobre 2010

La Lucchini chiede un 'accordo di arresto' alle banche.

La Lucchini chiede un 'accordo di arresto' alle banche.
La riunione è avvenuta nello studio legale dell’azienda, Freschfield.

Piombino (Livorno) - Lucchini ha chiesto alle banche uno “stop” fino a dicembre, e il rubinetto aperto per il credito. È quanto sarebbe emerso dalla riunione che si è tenuta nello studio Freshfield, legale della Lucchini, dove erano presenti i rappresentanti delle banche (Mps, Intesa, Unicredit le principali), il cfo Igor Moligbov - in procinto di passare con lo stesso incarico in Enel - della Lazard, advisor della società e di Rothschild, consulente delle banche. Il nuovo piano di ristrutturazione dei 770 milioni di debiti del gruppo Lucchini verso le banche non sarebbe ancora pronto. Da qui la richiesta della società bresciana agli istituti bancari di uno stand still (un accordo di arresto) fino a fine anno: l’impegno a non agire in giudizio per recuperare i soldi mantenendo però aperto il rubinetto del credito. A riportare la notizia è il Messaggero che evidenzia che il motivo del ritardo nella presentazione del piano sarebbe da cercare nella necessità di Severstal di avere la certezza sugli investimenti da fare a Piombino, (fra i 300 e i 600 milioni) e che fino alla fine dell’anno, il gruppo siderurgico russo non dovrebbe bruciare tutta la cassa ma che in realtà potrebbe restare con un fabbisogno di circa 150 milioni. Da qui la volontà di prendere tempo, da parte di Lazard d’intesa con la proprietà, chiedendo quindi un accordo di moratoria. Adesso si dovranno esprimere gli istituti bancari.  

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