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Lucchini, ci sono 6 pretendenti CF e Santoni: obiettivo su Roma
mercoledì 17 febbraio 2010

Lucchini, ci sono 6 pretendenti CF e Santoni: obiettivo su Roma

Lucchini, ci sono 6 pretendenti CF e Santoni: obiettivo su Roma

Sono sei i soggetti che puntano a rilevare l'80% circa detenuto dal colosso russo Severstal. Secondo fonti finanziarie interpellate da Radiocor, si tratta di investitori e soggetti industriali, sia italiani che esteri, «ma non risulta sia stata costituita una cordata di imprenditori siderurgici locali», con la finalità di correre in soccorso della famiglia Lucchini che conserva il 20,2%. Già dalla prossima settimana è previsto l'avvio della data-room per permettere ai sei soggetti di acquisire le informazioni relative alle attività e ai conti della Lucchini che - secondo fonti finanziarie -, nonostante gli effetti della crisi sulla siderurgia, conserva «un rapporto debt/equity nella media alta a livello europeo: in sostanza l'azienda sconta un 2009 horribilis, ma non è certo in uno stato comatoso e non ha bisogno di un salvataggio». Al momento l'unica certezza è rappresentata dal fatto che Severstal punta ad accelerare i tempi per la cessione prima del 20 aprile prossimo, data in cui scade l'opzione put vantata dalla famiglia Lucchini per vendere la propria quota al prezzo concordato di 160 milioni di euro: una facoltà prevista dall'accordo sottoscritto nel 2005, quando il colosso russo ha rilevato la maggioranza del gruppo siderurgico. Sulla vicenda i sindacati hanno espresso forte preoccupazione per il futuro al termine dell'incontro al ministero dello Sviluppo Economico: l'assenza, sia del titolare del dicastero, che del sottosegretario, Stefano Saglia, è stata criticata dai rappresentanti delle istituzioni. Successivamente il ministro, Claudio Scajola, ha sottolineato come «trovare una soluzione per evitare il declino del secondo polo siderurgico del Paese è di estrema importanza». In una nota, inoltre, ha garantito l'impegno e aggiunto: «Non possiamo consentire un'altra Alcoa». A Roma guardano dipendenti e sindacati impegnati nelle partite aperte per CF Gomma e Santoni: per il gruppo di Passirano oggi l'appuntamento al ministero del Welfare per l'intesa sulla Cassa in deroga, che farà da base agli accordi territoriali. Per la controllata del gruppo Lonati, invece, slittato il confronto alla Agenzia regionale del lavoro (previsto oggi), l'appuntamento al ministero è fissato domani: servirà per verificare la possibilità di raggiungere l'accordo per un anno di contratto di solidarietà, che risponda alle esigenze dell'azienda finalizzate a una riduzione d'orario sulla base di una media annuale. In assenza di un'intesa su questo fronte, dalla prossima settimana scatteranno i due anni di Cigs per riorganizzazione già annunciati dalla spa: in questo caso l'accordo sugli anticipi è ancora da realizzare. In Regione va registrata la conclusione con esito positivo dell'esame congiunto sulla richiesta di 12 mesi di Straordinaria per crisi, dal 15 febbraio scorso, presentata dalla Italpresse di Capriano del Colle, già oggetto di accordo azienda-sindacati. Interessati 159 dei 162 addetti, previsti anticipi e rotazione.

Accordo sulla Cassa in deroga, dal 29 gennaio scorso, per i 61 dipendenti della Paghera di Lonato (tre società del gruppo sono fallite). Il sindacato è preoccupato, considerato che le uniche manifestazioni d'interesse emerse finora riguarderebbero solo marchio e immobili, nessuna per l'intero complesso aziendale e i lavoratori. La procedura sta valutando la possibilità di un affitto del ramo d'azienda. A Brescia è confermato per oggi e domani il presidio dei 97 lavoratori della Pasta Pagani davanti al tribunale di Brescia, in attesa del verdetto sulla revoca del concordato preventivo del Pastificio Fratelli Pagani: durante un incontro con i sindacati, l'azienda che attualmente ha in affitto le attività ha confermato il piano industriale con massimo 60 occupati. A Cologne ancora un nulla di fatto tra azienda e sindacati nella partita relativa alla Nova-Comet (28 addetti), per la quale la proprietà aveva deciso la cessazione e, successivamente, prospettato il mantenimento di parte delle attività, aprendo contestualmente la mobilità. Su questo passaggio restano le distanze. Come spiega la Fiom, inoltre, nelle ultime ore sarebbe emerso l'interesse di un industriale bresciano per le attività. R.E.  

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