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Mordashov, il piano serve soltanto per sopravvivere.
sabato 7 agosto 2010

Mordashov, il piano serve soltanto per sopravvivere.

Mordashov, il piano serve soltanto per sopravvivere.
A settembre verrà rinegoziato il debito con le banche.


Raddoppio della produzione di rotaie, rifacimento dell’altoforno ed altri interventi per migliorare la qualità dei prodotti. Sono questi i capisaldi del piano industriale che ieri Alexey Mordashov, azionista di maggioranza della Lucchini, a grandi linee ha illustrato al sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia, al presidente della Regione Enrico Rossi, al presidente della Provincia di Livorno Giorgio Kutufà e al sindaco di Piombino Gianni Anselmi. Un piano destinato a guidare la fase critica che sta attraversando il secondo polo siderurgico italiano, ma non a sciogliere i nodi sul suo futuro. L’appuntamento resta a settembre, quando Mordashov presenterà il suo piano alle banche per ottenere una rinegoziazione del debito di 770 milioni della Lucchini. Ha già dichiarato la sua disponibilità, come i creditori avevano chiesto, a ricapitalizzare la società, ma secondo quanto avrebbe fatto capire durante l’incontro di ieri, alle banche chiederà di trasformare una parte del debito in partecipazione azionaria.

Mordashov ha concesso solo sorrisi a giornalisti e fotografi, ma non una parola. I risultati dell’incontro sono stati così riassunti dal sindaco Anselmi.

«Non siamo né ottimisti né pessimisti, ma determinati - ha esordito - A Mordashov abbiamo chiesto dove siamo e dove andiamo». Il magnate russo ha confermato che la fase di rinegoziazione con le banche è accompagnata da una rivisitazione del piano industriale, che comprende sinergie con gli altri stabilimenti europei di Severstal.
«Al primo punto del piano - ha riferito il sindaco - Mordashov ha posto l’obiettivo dell’ottimizzazione dei costi. Noi abbiamo chiesto garanzie per l’occupazione, l’ambiente e la sicurezza». «Non sono previsti tagli all’occupazione», ha poi precisato il sottosegretario Saglia, che con Mordashov ha avuto anche un successivo incontro separato.

Raddoppiare la capacità produttiva di rotaie con un nuovo laminatoio significa passare da 350mila a 700mila tonnellate all’anno. Sempre acciaio, ma che sul mercato vale molto di più di quello venduto come semiprodotto.

Mordashov di fronte alle istituzioni si è impegnato a guidare il processo di ristrutturazione finanziaria e produttiva della Lucchini, ma non ha sciolto il dubbio fondamentale. Se le banche accettano di rinegoziare il debito sulla base del piano industriale, resterà a Piombino? «Non è stata esclusa la possibilità - ha riferito Anselmi - che il gruppo torni in vendita se, in corso d’opera, Mordashov trovasse un acquirente che fa l’offerta giusta».

Sebbene quello di Mordashov non sia apparso agli interlocutori come un intervento di commiato, «il piano - ha commentato il sindaco - è il minimo necessario alla sopravvivenza, non allo sviluppo. Dalle cose che ci sono state dette, l’opinione che mi sono fatto è che difficilmente Severstal possa essere il gruppo di prospettiva. Considero auspicabile l’interessamento in tempi brevi di un gruppo industriale in grado di dare un futuro solido allo stabilimento».

Il presidente della Regione Rossi ha cercato di valorizzare i punti positivi dell’incontro: «E’ la prima volta che il magnate russo viene in Comune per parlare con le istituzioni. Il piano e la presenza del governo ci danno il fiato necessario per continuare la nostra azione».

Ha ricordato anche il sostanzioso intervento della Regione, con un fondo di cinque milioni per agevolare i crediti alle imprese dell’indotto, senza il quale sarebbe entrato in crisi anche lo stabilimento. «Quel che abbiamo fatto noi può farlo il governo con la Lucchini. Due mesi di tempo per la trattativa con le banche ma quale sarà lo sviluppo successivo - ha concluso Rossi - non ci è dato di conoscere».

Insomma, il sospetto è che il piano di Mordashov abbia un corto respiro.

«Non si deve essere eccessivamente ottimisti, ma nemmeno catastrofisti - ha invece commentato il sottosegretario Saglia - Importante è che Mordashov abbia ripreso in mano la guida della Lucchini. Il piano ha una sua credibilità dal punto di vista industriale e se il negoziato con le banche va bene, ci saranno sacrifici ma l’azienda può andare avanti».

Autore: Giorgio Pasquinucci  

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