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Norma IATF 16949:2016, automotive e acciaio. Tra sfide e occasioni

Norma IATF 16949:2016, automotive e acciaio. Tra sfide e occasioni

Norma IATF 16949:2016, automotive e acciaio. Tra sfide e occasioni

La normativa IATF 16949:2016 per il settore automotive identifica un sistema di gestione della qualità per tutte quelle aziende che gravitano attorno all'industria automobilistica producendo parti integranti dei veicoli, pezzi di ricambio secondo specifiche delle case produttrici, e altri componenti per la fornitura. Si è tenuto giovedì 6 giugno presso l'Unione Industriale di Torino un incontro incentrato proprio su questo tema che – come ha affermato il Dott. Rosi dell'UI – non deve essere visto come un totem ma come il coronamento di un percorso. Si tratta di un ambito molto competitivo in cui non è facile entrare, ma foriero di immense opportunità.

L'International Automotive Task Force che ha elaborato la normativa entrata in vigore nel 2016 comprende 9 tra le maggiori case automobilistiche internazionali e 5 associazioni nazionali di settore. L'IATF 16949:2016, gestita in Italia da ANFIA, non è uno standard autonomo, ma deve essere usato in concomitanza con la UNI EN ISO 9001:2015. Rispetto a quest'ultima, c'è una maggiore specificità: a ciascun capitolo della ISO, l'IATF aggiunge più requisiti; in totale 103 prerogative o punti in più.
Sono 70mila le aziende certificate IATF nel mondo. 5 Paesi detengono il 40% dei certificati emessi; al primo posto c'è la Cina.

L'evento organizzato il 6 giugno da Sportello Metalli di UI Torino ha visto la partecipazione di diversi importanti oratori decisi a sviscerare problemi e opportunità dell'applicazione della norma, tra i quali Flavio Bregant, Direttore Federacciai.
Quest'ultimo ha tratteggiato in modo essenziale le caratteristiche principali del mercato dell'acciaio e lo scenario attuale. Per il settore automobilistico, l'acciaio è fondamentale. In media, per ciascun veicolo vengono utilizzati 900 kg di acciaio. L'automotive è il secondo maggiore sbocco di mercato per la siderurgia (il 12% dell'acciaio utilizzato in tutto il mondo, dati World Steel Association).

Il mercato dell'acciaio mondiale. L'acciaio nell'automotive

Globale, altamente competitivo e caratterizzato da una generale sovracapacità: questo è il mercato dell'acciaio mondiale, nelle parole di Bregant. 1,8 milioni di tonnellate sono state prodotte nel 2018, di cui il 51,3% dalla Cina. In molte aree del mondo sono in vigore barriere tariffarie e dazi, e non solo negli USA. Anche ostacoli non tariffari che molti Paesi pongono hanno la loro incidenza, e insieme tutte queste misure drogano il mercato e causano deviazioni nei flussi commerciali da cui, di fatto, l'Unione Europea deve difendersi. La European Steel Association ha calcolato che nel 2018 le importazioni di acciaio nell'UE sono aumentate del 12%; ricordiamo in quell'anno la decisione degli USA di applicare dazi a una serie di prodotti siderurgici d'importazione. L'Unione Europea ha adottato una serie di contromisure e strumenti di contrasto: antidumping, che servono per riequilibrare situazioni in cui un Paese non compete in modo “equo”, ossia in condizioni di mercato rispetto agli altri; antisussidio, che vanno ad agire dopo indagini mirate su singole aziende sovvenzionate; un ultimo strumento è quello della salvaguardia per tutelarsi dalle deviazioni dei flussi commerciali causate dalle restrizioni in atto sul mercato statunitense.

Divenuto definitivo dal febbraio di quest'anno, il sistema di salvaguardia in pratica come funziona? Su 28 famiglie di prodotti siderurgici vengono stabiliti dei contingenti al di sopra dei quali si applica un dazio del 25%. Per farla breve, la dogana tiene un registro che conteggia le importazioni di questi prodotti; superata la quota stabilita su quella categoria merceologica, tutto ciò che si importa in eccesso è passibile di dazio. Per questo – esplicita Bregant – bisogna stare attenti quando si compra acciaio a prezzo basso dall'estero perché non è detto che poi, una volta in dogana, non sia da mettere in conto anche il surplus dovuto alla tassa. Per inciso, Federacciai pubblica settimanalmente il monitoraggio totale dei volumi dei contingenti tariffari (contenuti riservati alle aziende associate). Tutto questo sistema è oggi soggetto a campagna di revisione, anche a causa dei comportamenti predatori di alcuni Paesi.

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Tornando per un attimo indietro, al conseguimento della certificazione IATF, ricordiamo che il percorso di ottenimento è sì un investimento oneroso, ma esistono bandi a livello italiano ed europeo a sostegno delle aziende che desiderano intraprendere questa strada: una misura su tutte, il credito d'imposta per la ricerca e lo sviluppo (credito d’imposta R&S), iniziativa del Ministero per lo sviluppo economico che permette di recuperare il 50% dei costi incrementali investiti in progetti di ricerca e sviluppo fino ad un massimo di 20 milioni di euro l'anno.

Foto di Jens Mahnke di Pexels


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giovedì 13 giugno 2019