Osservatorio Materie prime Dow Jones/18 dicembre 2009/Metalli di base.
Osservatorio Materie prime Dow Jones/18 dicembre 2009/Metalli di base.
a cura di Gianclaudio Torlizzi
Prezzi rame e alluminio in rialzo nei prossimi due mesi.
Come anticipato nella nostra precedente analisi, i prezzi del rame e dell’alluminio hanno riportato una performance positiva nelle ultime due settimane, salendo rispettivamente del 2% e del 16%. L’ottimismo continua così a sostenere i metalli di base e il nostro outlook parla per questo di ulteriori guadagni nei prossimi due mesi: in definitiva, rimaniamo rialzisti sui prezzi del rame e specialmente su quelli dell’alluminio, visto che sia i dati economici positivi che le attese di un aumento dei costi di produzione dovrebbero smorzare l’influenza negativa rappresentata dal recente rafforzamento del dollaro e dall’eccesso di offerta. Certo, i prezzi dei metalli di base rischiano di essere messi sotto pressione da alcuni fattori; non mancano per esempio i fondi che hanno già iniziato a ridurre le posizioni accumulate sulle materie prime, al fine di realizzare profitti: è dunque possibile assistere a un ritracciamento delle quotazioni per un breve periodo di tempo. Inoltre, l’offerta dei metalli di base si conferma ancora abbondante e questo è, di fatto, un altro fattore di rischio: basti pensare che le scorte di alluminio del Lme sono salite di nuovo oltre la soglia di 4,6 milioni di tonnellate e che i dati del World Bureau of Metal Statistics confermano che, nei primi dieci mesi del 2009, quasi tutti i mercati dei metalli di base hanno versato in una condizione di surplus.
Un’altra pressione arriva poi dal rafforzamento del dollaro, che avviene in un momento in cui gli investitori vendono i metalli, in concomitanza con la minore tolleranza verso il rischio. La performance del biglietto verde si spiega con l’ottimismo sulla ripresa dell’economia americana, che sta portando i partecipanti al mercato a guardare con timore alla possibilità che la Federal Reserve alzi i tassi di interesse prima delle attese. Una tale manovra scatenerebbe nuovi rialzi del dollaro e avrebbe un effetto negativo sulle materie prime, i cui prezzi sono denominati in dollari. Ciò detto, nella sua ultima riunione del 2009, la Fed ha deciso di mantenere i tassi sui fed funds invariati, a un valore vicino allo zero.
A favore dei metalli di base, ci sono però anche indicazioni che confermano la solidità della domanda e l’arrivo di nuovi investimenti dei fondi nel settore delle materie prime. In più, la correlazione tra i metalli di base e il dollaro si è lievemente smorzata, visto che il mercato sta prestando attenzione soprattutto ai dati migliori delle attese arrivati dal fronte economico; tra questi, quello della produzione industriale degli Stati Uniti, che a novembre è salito dello 0,8%, più del +0,5% stimato.
Ora, tutte queste indicazioni dovrebbero sostenere del rame. Riteniamo che i prezzi dovrebbero beneficiare della decisione della Cina di agire per frenare l’aumento “eccessivamente veloce” dei prezzi delle proprietà, che ha colpito alcune aree, aumentando l’offerta di case pubbliche a prezzi economici. Questo, mentre la situazione sul mercato è di un’imminente scarsità dell’offerta, che si riflette già nella struttura di backwardation, presente nella parte finale della curva forward.
I fondamentali del rame sono dunque forti e a incidere è anche lo smobilizzo delle scorte in Cina che, provocato dalla richiesta dei settori a valle, conferma la presenza di un certo ottimismo sulle condizioni della domanda. In generale, la sensazione è che il surplus globale di rame sia destinato a diminuire nel corso del 2010.
