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Osservatorio Materie prime Dow Jones/6 dicembre 2009/Metalli di base
martedì 8 dicembre 2009

Osservatorio Materie prime Dow Jones/6 dicembre 2009/Metalli di base

Osservatorio Materie prime Dow Jones/6 dicembre 2009/Metalli di base

Dow Jones
Osservatorio Materie prime Dow Jones/6 dicembre 2009/Metalli di base.
a cura di Gianclaudio Torlizzi

Nuovi rialzi per i prezzi del rame e dell’alluminio attesi nei prossimi due mesi.

Nel corso dei prossimi due mesi, sia i prezzi del rame che quelli dell’alluminio continueranno a salire, grazie alla maggiore debolezza attesa per il dollaro e ai bassi tassi di interesse. In particolare, riteniamo che il contratto cash di alluminio scambiato sul London Metal Exchange rimarrà al di sopra della soglia dei 2.000 USD/t fino alla fine dell’anno, riportando una performance solida anche agli inizi del 2010. Molto buone anche le stime per le quotazioni del rame, che hanno già superato la soglia dei 7.000 USD/t e che continueranno a salire anche nel primo trimestre dell’anno prossimo. I rialzi di entrambi i metalli di base sono visibili già da ora, visto che gli investitori hanno smorzato i timori legati ai problemi finanziari di Dubai, e a dominare è l’ottimismo: basti pensare che dalla metà di novembre i prezzi dell’alluminio hanno guadagnato più dell’8%, mentre nel caso del rame il rialzo è stato pari al 5%.  Detto questo, i fondamentali del rame e dell’alluminio presentano alcune differenze. Riguardo all’alluminio, per esempio, le scorte presenti nei magazzini dell’Lme sono tornate a crescere, soprattutto in Europa, e ora si attestano di nuovo a un valore vicino a 4,6 milioni di tonnellate. Certo, le minacce di una riduzione dell’output esistono, se si considera il piano di Alcoa che punta a sospendere in via temporanea l’attività delle due fonderie di alluminio italiane di Fusina e Portovesme. E, in generale, un altro fattore che porta a pensare che si potrebbe assistere a un taglio della produzione delle fonderie di alluminio è rappresentato dalla possibilità che i costi energetici segnino nuovi incrementi. E’ importante citare inoltre il caso del Giappone, paese in cui i magazzini si stanno svuotando di scorte, tanto che i clienti del paese sono disposti a pagare premi elevati per assicurarsi i rifornimenti.
Tuttavia, nonostante la presenza di tutti questi fattori, riteniamo che l’eccesso di produzione continuerà a caratterizzare il mercato globale dell’alluminio con l’arrivo del 2010. E tale convinzione è avallata da alcuni elementi: intanto, le importazioni cinesi di alluminio sono scese del 56% a ottobre su base mensile; a tal proposito, è vero che il 60esimo anniversario della Repubblica popolare della Cina ha probabilmente inciso sulla riduzione; ma è altrettanto vero che il calo delle importazioni coincide con la decisione di alcune fonderie cinesi di alluminio di riavviare in modo significativo parte di quelle operazioni che erano state fermate durante i mesi più bui della crisi economica. Di conseguenza, riteniamo che la combinazione di questi elementi – calo delle importazioni e aumento della produzione-  si tradurrà in un incremento dell’output che potrà essere fino al 15% su base annua nel 2010. E parte di questa produzione in più si presenterà sul mercato globale, tanto che l’Australia ha già reagito, imponendo dazi sui alcuni prodotti cinesi.

C’è poi un’altra questione da tenere in considerazione, ed è quella che riguarda le scorte di alluminio che finora non sono state conteggiate, in quanto legate ad alcuni accordi di finanziamento. Ora, parte di questi accordi scadrà verso la fine del 2009 o nel primo trimestre del 2010: e questo significa che nuove quantità di scorte si riverseranno nel mercato globale.  Il problema dell’eccesso di offerta è dimostrato dalla stessa curva forward di alluminio, che rimane in una situazione di contango: è anche vero però che il fatto che il contratto a 15 mesi presenti un premio di appena il 6% rispetto al contratto cash indica che il mercato sta scommettendo sulla possibilità che il surplus prima o poi scenderà, grazie alle attese di una domanda più alta.

Riguardo al  rame, invece, riteniamo che i fondamentali del mercato siano estremamente forti, e siamo dunque rialzisti per gli inizi del 2010. Prevediamo infatti che il surplus globale segnerà un calo nel corso del 2010, alimentando il sentiment positivo presente sul mercato e crediamo che, diversamente dal caso dell’alluminio, la Cina non riuscirà a soddisfare la domanda, anche aumentando la produzione domestica. Inoltre, sarà lo stesso piano cinese volto alla costruzione di nuove infrastrutture a sostenere la domanda di rame nel corso del 2010, insieme agli acquisti che lo State Reserves Bureau della Cina continuerà a effettuare. Al momento, la curva di rame rimane quasi piatta e in un orizzonte di 27 mesi i prezzi rilevati si attestano in un range  di 7.055-7120 USD/t.  In generale, nonostante i fondamentali diversi per il rame e per l’alluminio, alcuni segnali positivi per i metalli di base arrivano anche dai dati economici che sono stati resi noti nel corso delle ultime settimane. E’ importante menzionare quelli diffusi negli Stati Uniti, relativi alla fiducia dei consumatori, alle vendite di nuove case e ai nuovi ordinativi per i beni durevoli, che si sono confermati tutti solidi. Buone anche le indicazioni arrivate dalla Germania, in cui il sentiment delle aziende è migliorato, mentre i dati cinesi confermano la forte ripresa dell’economia del paese. Di fatto, il piano di stimoli di Pechino continuerà a sostenere la domanda dei metalli nel corso del 2010, e si parla anche di un miglioramento atteso nella domanda dei metalli dei paesi dell’Ocse. 

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