Osservatorio materie prime: T-COMMODITY WEEKLY METALS DIGEST.
Osservatorio materie prime.
T-COMMODITY WEEKLY METALS DIGEST.
Report n. 3 del 28 marzo 2011
Nelle ultime settimane la maggior parte delle analisi di breve termine da parte degli uffici studi delle banche d’affari si è concentrata nel calcolare gli effetti dello tsunami sulla domanda di metalli dal Giappone. L’aspetto più importante che è stato totalmente trascurato sono a nostro avviso gli effetti che il rialzo dei costi elettrici avrà sulla produzione dell’alluminio che già nel 2010 veleggiavano intorno ai 2240 USD/t. Quale sarà l’effetto sui costi produttivi ora che il prezzo del petrolio segna un rialzo del 10% dall’inizio dell’anno a causa delle tensioni geopolitiche e subirà nel medio termine un aumento della domanda per effetto delle maggiori importazioni non solo dal Giappone ma anche da molti paesi occidentali come la Germania i cui governi stanno cavalcando la crociata anti nucleare. L’effetto sarà un aumento della bolletta elettrica come ben documenta il mercato spot tedesco che in appena una settimana segna un balzo del 30%! L’aumento del costo di produzione (l’elettricità oggi incide per il 36% sul costo di produzione dell’alluminio) sta già sortendo effetti sull’andamento del future scambiato al London Metal Exchange. Le pressioni che giungono sul fronte energetico si stanno ripercuotendo in particolare sulle scadenze più lunghe della curva tanto che attualmente lo spread tra la scadenza cash e quella a 15 mesi dell’alluminio è passato da 95 USD agli attuali 105 USD allargando il contango. Di ben 100 USD è stato invece l’allargamento tra la scadenza cash e il contratto a 61 mesi.
L’ampliamento del contango inoltre provocherà un secondo effetto perverso: quello ovverosia di rendere molto appetibili i cosiddetti “financial deals”, mantenendo così elevate le restrizioni dell’offerta sul mercato cash. Particolarmente interessante però è quello che si verificherà in Cina dove i prezzi dell’elettricità potrebbero salire del 3% dal livello attuale di CNY 0,5/kwh nel mese di aprile. Fonti del governo cinese ci hanno riferito come le negoziazioni per il varo delle nuove tariffe siano ancora in corso tanto che i produttori locali di alluminio non abbiano ancora ricevuto alcun avviso formale. Tuttavia un eventuale rialzo del prezzo dell’elettricità potrebbe sortire effetti non trascurabili: con un costo di produzione di circa CNY 16300-16500/t e un prezzo spot attuale di CNY 16520 già oggi risulta difficile per i produttori locali marginare nella vinta di materia prima. L’effetto, come avevamo anticipato nel quarto trimestre 2010 potrebbe essere quello di assistere a una trasformazione della Cina da esportatore netto a importatore netto di alluminio. Uno scenario questo che se confermato ci porterebbe a cambiare le nostre previsioni ribassiste nel medio termine.
Gianclaudio Torlizzi
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