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Produzione industriale dicembre 2010.

Produzione industriale dicembre 2010.

Produzione industriale dicembre 2010.
Il giro del mondo in 10 notizie.

Italia, aumenta la produzione industriale a dicembre +0,3%.
Germania: produzione industriale dicembre -1,5% su mese, sotto attese.
Spagna, frena la produzione industriale a dicembre -0.1%.
Francia, produzione industriale a dicembre -0,1% su mese.
Ungheria: produzione industriale in calo.
Estonia: boom della produzione industriale.
Repubblica ceca: nel 2010 forte crescita della produzione.
USA, produzione industriale dicembre cresce oltre attese.
Giappone, produzione industriale dicembre cresce più di attese.
La Cina dà un’altra stretta ai tassi contro l’inflazione. L'Italia aumenta la produzione industriale a dicembre.
(Teleborsa) - Roma - Nel mese di dicembre 2010,l'indice della produzione industriale destagionalizzato, ha registrato un aumento dello 0,3 per cento rispetto a novembre 2010 (+0,2% il consensus); la variazione della media degli ultimi tre mesi rispetto a quella dei tre mesi immediatamente precedenti è pari a meno 0,2 per cento. Lo comunica l'Istat.
L'indice della produzione corretto per gli effetti di calendario ha registrato a dicembre un incremento tendenziale del 5,4 per cento (i giorni lavorativi sono stati 22 contro i 21 di dicembre 2009). Nella media dell’intero 2010 l’indice è aumentato rispetto all’anno precedente del più 5,3 per cento (i giorni lavorativi sono stati 255 contro i 254 del 2009).
L'indice grezzo della produzione industriale ha registrato un aumento dell’8,7 per cento rispetto a dicembre 2009 e una crescita del 5,5 per cento nella media dell’anno.
Gli indici destagionalizzati dei raggruppamenti principali di industrie hanno registrato variazioni congiunturali positive per l’energia (più 4,7 per cento), per i beni di consumo (più 1,4 per cento per il totale, più 1,7 per cento per i beni non durevoli, meno 0,1 per cento per i beni durevoli) e per i beni intermedi (più 1,0 per cento). L’unica variazione negativa ha riguardato i beni strumentali (meno 1,7 per cento).
L’indice della produzione industriale corretto per gli effetti di calendario ha segnato, nel confronto con dicembre 2009, aumenti in tutti i raggruppamenti principali di industrie: più 8,5 per cento per i beni intermedi, più 8,4 per cento per l’energia, più 7,5 per cento per i beni strumentali e più 0,1 per cento per i beni di consumo (più 0,3 per cento i beni durevoli, più 0,1 per cento i beni non durevoli). Nel confronto tra la media del 2010 e quella dell’anno precedente vi sono stati incrementi del 7,6 per cento per i beni intermedi, del 7,4 per cento per i beni strumentali, del 2,6 per cento per l’energia e dell’1,8 per cento per i beni di consumo (più 2,4 per cento i beni non durevoli e meno 1,4 per cento i beni durevoli).
http://finanza.repubblica.it

Germania: produzione industriale dicembre -1,5% su mese, sotto attese.
(ASCA) - Roma - Brusco calo della produzione industriale in Germania. A dicembre, la produzione ha mostrato un calo dell'1,5% rispetto al mese precedente, ben sotto le attese. Lo rende noto il ministero dell'Economia tedesco. Gli analisti stimavano piuttosto un incremento dello 0,2%.
In particolare, la produzione manifatturiera e' scesa dello 0,1%, dopo un calo dello 0,5% registrato a novembre. La produzione di beni di investimento e' invece aumentata del 3,3% dopo essere scesa dello 0,5% nel mese precedente. In ribasso la produzione di beni di base, in calo del 3,1% seguita dalla produzione di beni durevoli, giu' dello 0,4%.
In calo anche la produzione di beni non durevoli, in discesa dell'1,5%. La produzione di energia e' calata invece dello 0,3%.
http://www.asca.it

Spagna, frena la produzione industriale a dicembre.
(Teleborsa) – Roma - La produzione industriale spagnola del mese di dicembre è cresciuta soltanto dello 0,5% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, dopo il balzo del 2,7% registrato a novembre. Lo rende noto l'Ufficio di Statistica nazionale della Spagna (INE). Le attese degli analisti erano per un aumento più deciso dell'1,9%. Il dato corretto dagli effetti del calendario evidenzia una discesa dello 0,1% (+2,9% a novembre).
http://finanza.repubblica.it

Francia, produzione industriale a dicembre -0,1% su mese.
E' stata più debole delle attese la produzione industriale in Francia lo scorso dicembre e anche il dato di novembre è stato rivisto al ribasso. Lo dice l'Insee che ha evidenziato un calo dello 0,1% su mese in dicembre della produzione industriale in generale, contro attese degli economisti di una crescita dello +0,5%. Il dato di novembre è stato rivisto a +0,6% da +1,1%. La sola produzione manifatturiera ha visto in dicembre un calo dello 0,8% da +0,8% di novembre.
http://www.milanofinanza.it

Ungheria: produzione industriale in calo.
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Budapest - Secondo i dati dell'Ufficio centrale di statistica a dicembre 2010 la produzione industriale ha registrato un calo dell'11,8% in confronto al mese di novembre il quale a sua volta era cresciuto del 4,3% rispetto ad ottobre. Il dato ha sorpreso gli analisti anche se dicembre e' solo il quarto mese del 2010 in cui si registra un calo mensile della produzione. Nel complesso il 2010 chiude con un aumento complessivo della produzione, su base annua, del 6%. (RADIOCOR).
http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com

Repubblica ceca: nel 2010 forte crescita della produzione.
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Praga - L'anno scorso la produzione industriale ceca e' aumentata del 10,5% rispetto al 2009. Anno in cui peraltro la produzione era calata drasticamente del 13,6% in confronto al 2008. Lo ha reso noto il governo che ha pure comunicato che a dicembre 2010 l'aumento della produzione e' cresciuto, sempre su base annua, del 12,7%. I settori piu' in salute sono quello automobilistico e della componentistica auto, macchine utensili e metalmeccanica. (RADIOCOR)
http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com

Estonia: boom della produzione industriale.
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Tallinn - A dicembre la produzione industriale e' aumentata del 38,5% rispetto allo stesso mese del 2009, mentre e' cresciuta del 1,3% in confronto al mese precedente. Secondo i dati dell'Ufficio statistico si tratta del maggiore aumento mensile registrato dal 2000. A far schizzare all'insu' il dato sono stati soprattutto i settori elettrico ed elettronico. (RADIOCOR)
http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com

USA, produzione industriale dicembre cresce oltre attese.
(Teleborsa) - Roma - Cresce dello 0,8% ed oltre il previsto a dicembre la produzione industriale americana rispetto al mese di novembre. Le attese del mercato erano per un incremento dello 0,5%. Su base annua si è evidenziato un aumento del 5,9%. La produzione manifatturiera ha mostrato un incremento dello 0,4% a fronte del +0,3% del mese precedente, con un aumento tendenziale del 5,8%. Nello stesso periodo la capacità di utilizzo relativa a tutti i settori industriali è salita al 76% dal 75,4% di novembre risultando tuttavia inferiore alle stime degli analisti che si attendevano un aumento al 79,6%. Cresce anche la capacità di utilizzo nell'industria manifatturiera che si è attestata al 73,2% dal 72,9% di novembre.
http://finanza.repubblica.it
Giappone, produzione industriale dicembre cresce più di attese.
(ANSA) – TOKYO - La produzione industriale segna in Giappone un balzo del 3,1% a dicembre, meglio delle attese degli analisti (2,9-3%), e registra una crescita complessiva del 15,9% nel 2010 sull'anno precedente. Si tratta del secondo mese consecutivo al rialzo. Il ministero dell'Economia, del Commercio e dell'Industria, quanto alle prospettive, ha rivisto all'insu' le stime ipotizzando una produzione industriale 'in ripresa', contro il precedente giudizio di 'rallentamento'.
http://www.ansa.it

La Cina dà un’altra stretta ai tassi contro l’inflazione, di Rodolfo Parietti.
Si va facendo più serrata la lotta della Cina all’inflazione. Pechino ha deciso ieri un’altra stretta sui tassi, la terza dallo scorso ottobre, con un intervento che per la prima volta riguarda le scadenze a un anno e segnala quindi la volontà di contenere la liquidità in circolazione. Nel 2010 i prezzi al consumo sono cresciuti nell’ex Impero Celeste del 3,3%, un livello che rischia però quest’anno di essere nettamente superato. Secondo le stime della banca d’affari Goldman Sachs, in gennaio l’inflazione cinese potrebbe avere superato il 5,3% dal 4,6% di dicembre. Il problema principale riguarda i rincari dei generi alimentari, in particolare quelli che costituiscono gli ingredienti principali dell’alimentazione cinese. Nei mesi scorsi, il governo aveva infatti ipotizzato di introdurre i prezzi amministrati proprio per evitare pericolose tensioni sociali.
I ripetuti giri di vite al credito hanno peraltro implicazioni non solo sulle dinamiche inflazionistiche, ma sull’intera economia. Da un lato, le strette agiscono sul versante valutario: lo yuan, in base alle valutazioni di alcuni economisti, potrebbe rafforzarsi entro fine anno di oltre il 6%; dall’altro, l’aumento del costo del denaro rischia di provocare un rallentamento delle crescita economica del Dragone dopo il +10,3% ottenuto nel 2010.
Da tempo, l’Europa guarda con un certo timore alla possibile decelerazione cinese. In particolare, settori come quello automobilistico già devono fare i conti con le misure anti-inquinamento prese dalla giunta di Pechino, città da oltre 20 milioni di abitanti e dunque sorta di Eldorado per i gruppi mondiali delle quattro ruote. Non è certo una buona notizia per la Germania, peraltro alle prese con la seconda contrazione in tre mesi della produzione industriale, scesa in dicembre dell’1,5%. Su base annua la produzione è ancora forte (+10%), e ciò ha contribuito ieri a mantenere tonico l’euro (a 1,3656 dollari), ma quest’anno i tedeschi non riusciranno a ripetere la performance del 2010, quando il Pil era salito del 3,6%. Il ministro tedesco dell’Economia, Rainer Bruederle prevede infatti che l’economia crescerà più del 2%.
Sale intanto l’attesa per il vertice straordinario europeo incaricato di trovare soluzioni alla crisi del debito sovrano. L’appuntamento è comunque slittato all’11 marzo rispetto al giorno 4 indicato inizialmente. «Un’Europa stabile è un bene per noi ma è un bene anche per tutto il Mediterraneo», ha detto ieri il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, in un messaggio indirizzato a Israele. Instabile resta invece la situazione irlandese: le banche dell’isola verde - ha rivelato il presidente di Anglo Irish Bank ed ex ministro delle Finanze, Alan Dukes - potrebbero aver bisogno di capitali per altri 50 miliardi di euro. Il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, si è infine dichiarato favorevole a un allungamento della scadenza del prestito da 110 miliardi concesso alla Grecia.
http://www.ilgiornale.it  

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mercoledì 9 febbraio 2011