Produzione internazionale di molle: lo stato dell’arte
Un’industria prevalentemente in crescita, che si trova però ad affrontare, a tutte le latitudini, le sfide di un mondo che cambia: è in sintesi il ritratto del settore dei mollifici a livello globale, così come è stato tratteggiato da diversi esperti provenienti da una ventina di Paesi durante il nono congresso internazionale dei mollifici, svoltosi a Taormina il 29 settembre scorso.
Cina, Stati Uniti, India, Germania, Francia, Italia, ma anche Repubblica Ceca, Paesi Bassi, Svizzera: il comparto molle di tutte queste nazioni è impegnato a fronteggiare problemi in parte simili. Per esempio, la difficoltà di trovare manodopera qualificata, ed il costo crescente delle materie prime. Ciascun Paese mantiene naturalmente le proprie specificità ed il proprio ritmo. Rallentano leggermente i mollifici con sede in Giappone; cresce a due cifre il settore molle negli USA. In mezzo alla forbice, ci sono tra gli altri i 185 produttori di molle italiani - 900 milioni di euro totali di fatturato annuo - che lamentano un costo del lavoro ancora troppo alto. Con le dovute proporzioni, lo fanno anche i colleghi dell’associazione di categoria cinese; il costo della manodopera nel gigante asiatico ha registrato un aumento medio del 6,3% annuo: ciò che farà fregare le mani ai concorrenti occidentali rappresenta per i cinesi un bel problema; lo è anche la minaccia di una possibile guerra commerciale con gli Stati Uniti, destinatari del 18% delle esportazioni nazionali.
Qualcuno, come il rappresentante del settore indiano, ha citato anche un’altra sfida all’orizzonte, forse la più impegnativa: la prospettiva di un’introduzione massiccia dei veicoli elettrici, che impatterà la meccanica delle automobili, inevitabilmente riflettendosi sui fornitori di molle per automotive.
Questo, in sintesi, il quadro che è emerso dalla prima parte del convegno dei mollifici, che è stato aperto da una firma eccellente del giornalismo italiano: Federico Fubini, vicedirettore del Corriere della Sera, il quale ha esplorato il tema migrazioni, ed il relativo impatto sulla società e sul lavoro in Europa. Anche il Ministro Alfano ha inviato una lettera di saluto indirizzata al Presidente di ANCCEM Angelo Cortesi che lui stesso ha trasmesso all'assemblea.
La giornata è proseguita con una serie di relazioni dedicate ad argomenti specifici, sotto il titolo “nuovi sviluppi per la tecnologia delle molle”.
Un intervento ha fatto il punto sulla norma ISO/TC 227, che riguarda la standardizzazione delle molle metalliche: tolleranze, metodi di test e trattamenti.
Martin Petrich dell’Università tedesca di Ilmenau ha poi presentato due relazioni, una sulle molle a compressione in materiali compositi e una ricerca di René Reich et al sul tema predizione del valore di pre-impostazione per le molle a compressione elicoidali.
Richard Dignall dell’Institute of Spring Technology ha parlato agli specialisti del settore di molle ultraleggere in materiali polimerici, mentre il prof. Mario Guagliano del Politecnico di Milano ha proposto un approccio integrato per ottimizzare la pallinatura controllata (shot peening), operazione che consente alle molle destinate soprattutto al settore aerospaziale o automobilistico di garantire maggiore resistenza alla corrosione e agli sforzi.
Un nuovo dispositivo per il controllo tridimensionale della qualità delle molle è stato oggetto dell’esposizione di Sergio Navarro dell’Istituto Tecnologico di Informatica di Valencia; per finire Sebastian Hoffmann della ditta tedesca IABG ha dissertato sul tema della valutazione sperimentale della durata delle molle a spirale.
Expometals.net ha partecipato al congresso come Media Partner ufficiale.
La European Spring Federation, promotrice dell’evento con ANCCEM, l’associazione dei produttori di molle italiani, ha annunciato che il prossimo rendez-vous per mollifici e aziende connesse si svolgerà ad Amburgo. Appuntamento in Germania nel 2018 quindi, per la decima edizione del convegno annuale dell’ESF.
