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Rincari in vista per l’acciaio

Rincari in vista per l’acciaio

Rincari in vista per l’acciaio

Come probabilmente avrete già notato nella vostra ultima bolletta, i costi dell’energia elettrica sono alle stelle. Il rincaro delle materie prime e il sensibile aumento dei prezzi dei permessi per emettere anidride carbonica hanno fatto schizzare in alto le tariffe; a farne le spese non sono solo le famiglie, ma anche le aziende.

Tra i settori più colpiti c’è quello dell’acciaio, da sempre fortemente dipendente dai costi dell’elettricità. In un recente articolo, CRU fornisce un'analisi dettagliata della situazione europea, prendendo in considerazione i vari Paesi di provenienza e le tecnologie di produzione. In particolare, le acciaierie che basano la propria produzione su forni elettrici ad arco (in Europa principalmente fornitori di prodotti lunghi) sono state colpite maggiormente dai rincari rispetto alle società che fanno uso di altiforni, per la maggior parte specializzate in prodotti piani. La situazione peggiore si registra in Italia e nel Regno Unito dove i prezzi dell’energia sono di norma già alti se paragonati alla media e anche maggiormente esposti alle fluttuazioni dei costi del gas rispetto ad altri paesi come la Germania, dove il carbone è la fonte primaria di approvvigionamento. In alcuni casi, le acciaierie devono addirittura far fronte a tariffe infragiornaliere che spingono i costi a più del doppio del prezzo dell'acciaio. Questi produttori non hanno altra scelta che spegnere i propri impianti.

Diversi colossi europei stanno già correndo ai ripari: ArcelorMittal introdurrà un supplemento di prezzo di €50/t sui prodotti lunghi per assorbire i rincari di energia e materie prime. Come riporta Argus Media, il gruppo lussemburghese parla di un aumento dei costi di produzione di 120 €/t a causa dei rincari di elettricità e gas naturale, a cui si aggiungono i sovrapprezzi imposti dai fornitori di ferroleghe e di calcare. Anche altri produttori di lunghi, come Celsa, hanno cercato di imporre sovrapprezzi negli ultimi giorni. Nel Regno Unito, Liberty Steel sembra pronta a seguire l'esempio di ArcelorMittal aumentando i prezzi degli acciai speciali.

Per quanto riguarda l’Italia, come già anticipato, la situazione è critica. Il tema dei rincari dell’energia elettrica è stato centrale nell’ultima assemblea di Federacciai. Il settore è in netta ripresa dopo la pandemia, ma l’aumento delle tariffe è ormai insostenibile e rischia di compromettere la crescita del Paese. In questo contesto, è tornata viva l’idea di un mercato energetico europeo, un argomento che tiene banco da molto tempo. In alcuni paesi dell’Unione, specie nel nord, per un megawatt di energia elettrica si spende quasi la metà rispetto che nel Belpaese; una situazione che genera profonde diseguaglianze e apre la strada alla concorrenza sleale.

Photo by Gregor Schlaeger

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domenica 10 ottobre 2021