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Secondo consiglio comunale all'interno dello stabilimento Beltrame.
mercoledì 23 novembre 2011

Secondo consiglio comunale all'interno dello stabilimento Beltrame.

Secondo consiglio comunale all'interno dello stabilimento Beltrame.

Martedì prossimo si terrà a San Giovanni un consiglio comunale il cui primo punto all'ordine del giorno sarà incentrato sulla situazione della Beltrame.
Per la seconda volta martedì 29 novembre a partire dalle 9.30 il consiglio comunale si riunirà direttamente all'interno dello stabilimento siderurgico. Il primo si era tenuto lo scorso 5 novembre.
Al centro della seduta vi sarà l’aggiornamento della situazione e le prospettive dello stabilimento A.F.V. Beltrame di San Giovanni, anche in relazione all’incontro che si terrà lunedì prossimo presso la Regione Toscana tra le istituzioni e la proprietà dell’azienda. Il consiglio continuerà, poi, con altri punti. Intanto i 79 lavoratori della ex Ferriera non demordono e mantengono alta la speranza che la loro situazione possa risolversi nel migliore dei modi.

Dossier della Ferriera: una storia lunga 139 anni.
Dal 1872 ad oggi, dai momenti d'oro al dramma della chiusura.

La storia della Ferriera del Valdarno risale al 1872 e si lega indissolubilmente alle miniere di lignite di Castelnuovo dei Sabbioni. Fu la Società italiana per l'industria del ferro a dar vita a quella che si sarebbe poi rivelata la più importante realtà dell'intero territorio fino ai giorni nostri.
L'arrivo della ferrovia nel 1866 costituisce un punto di partenza. L'Ingegnere Luigi Langer nel 1871 riesce a convincere una cordata di banchieri fiorentini capitanata da Banca Generale, Banca del Popolo, da Ubaldino Peruzzi del Banco Faenzi dell'opportunità di sfruttare la lignite dei bacini di Castelnuovo dei Sabbioni per alimentare i forni di un'industria siderurgica da collocare a San Giovanni vicino alla stazione ferroviaria. Nacque così la Società per l'industria del ferro che entrerà in funzione l'anno successivo. La società era proprietaria allora di una delle più grandi ed importanti miniere di Castelnuovo, quella delle ' cave nuove'. Da qui iniziò lo sfruttamento a livello industriale del bacino lignitifero. Nel 1880 subentrò la Società delle Ferriere che dette vita alla costruzione delle bricchette, mattonelle esagonali prodotte con gli scarti di legnite essiccati e pressati.

A quei tempi arriva a San Giovanni, Vilfredo Pareto, ingegnere, economista e sociologo. Suo è il concetto della curva della distribuzione dei redditi. Inizia il suo lavoro come ingegnere e capofabbrica della società. Poi rivestirà il ruolo di direttore generale. Rimarrà a San Giovanni dal 1873 al 1890. La Ferriera inizia a dettare i ritmi della città di San Giovanni e del Valdarno (toscana). Nel 1892 verrà illuminata con 14 lampade Edison, ed inizierà a rappresentare il traino del tessuto economico ed occupazionale della vallata.

"Al centro della nostra ricerca c’è uno stabilimento che, alla fine dell’‘800, era uno dei maggiori centri siderurgici italiani e che ha rappresentato, per oltre un secolo, il più grande centro industriale del Valdarno Superiore - scrive Maurizio Viligiardi nella sua tesi di laurea divenuta poi un libro - La “Ferriera” di San Giovanni Valdarno è stata allo stesso tempo un fenomeno industriale, economico, sociale e sindacale che ha fatto scuola in tutta la vallata".

Già, finora la Ferriera era un 'entità pubblica. I suoi problemi sono arrivati con la privatizzazione.
Agli inizi degli anni ’70 compare la crisi della siderurgia e molte aziende del settore necessiteranno di una ristrutturazione. Basti pensare che se negli anni '50, quando ancora dello stabilimento facevano parte le acciaierie, i lavoratori erano 1500, negli anni '70 erano scesi a 900.

Nel 1989 viene decisa la dismissione della Ferriera sangiovannese che viene acquistata dalla Ferdofin spa. La società destina allo stabilimento grandi investimenti. Poi segue la crisi e con essa gli scioperi, la cassa integrazione guadagni il ricorso alla 'Legge Prodi'. Alla fine la Ferriera, insieme a quelli di Pallanzeno, San Zeno e Giammoro, verrà rilevata dalla Duferco che costituirà un'altra società : nasce la Duferdofin che ancora continua a gestire una parte della smembrata Ferriera. Nel 1999 la stessa Duferdofin cede la parte del laminatoio alla Siderurgica Ferrero. Il primo gennaio 2003 l' ex Ferriera, o una parte di essa , passa alla Afv Beltrame, azienda vicentina leader nel mercato dei laminati.

Nell'era moderna tante sono state le crisi che hanno attraversato al Ferriera. La prima risale al 1958, quando chiusero le acciaierie. L'occupazione diminuì in maniera drastica. Poi nacque la meccanica ed il numero dei dipendenti aumentò di nuovo. Quello, però, che determinò il grande sviluppo dell'azienda fu, negli anni '70 – '80 lo statuto dei lavoratori e la conquista delle 40 ore. Ci fu, così, un innesto di tanti giovani. Negli anni '80, poi, scoppiò la crisi della siderurgia e nel 1989 arrivò il passaggio dello stabilimento dall'azienda di stato ai privati, al gruppo Regis, per l'esattezza. Iniziarono, così, i problemi per la Ferriera. L'altra grande crisi, infatti, quella del '93 -'94, portò alla sua chiusura per un anno. Ed iniziarono le grandi lotte dei lavoratori. Fu ottenuta così l'attivazione della legge del '79, la legge Prodi, ed a San Giovanni arrivò il commissario, il dott. Aurelio Guccione, che ebbe subito la volontà di far riprendere il lavoro dell' azienda. Di comune accordo con lui, il consiglio di fabbrica ed i lavoratori dettero un grande contributo. Poi arrivarono altre vendite ed altri imprenditori.

La storia di oggi è costituita dalla Beltrame ed è una storia che forse è destinata a mettere, a distanza di 139 anni, la parola fine su una delle più importanti realtà del territorio.
 

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