Situazione aggiornata sugli altoforni di Taranto: non ripartirà a breve l’AFO/2

Condizioni tecniche e nuovi tempi di riavvio per l’AFO/2
I Commissari Straordinari di Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria hanno comunicato il 26 giugno scorso un significativo aggiornamento al Piano di Ripartenza. In particolare, l’Altoforno 2 (AFO/2) non sarà riacceso come previsto, a causa di gravi danni impiantistici emersi dopo un’operazione preliminare complessa e delicata.
Al momento del subentro della gestione straordinaria, l’altoforno era infatti fermo ma ancora carico di ghisa e non in condizioni di essere svuotato, a causa dell’alta temperatura interna residua. Le operazioni di rimozione, avviate solo a dicembre 2024 e concluse a marzo 2025, sono state condotte con la massima cautela per motivi di sicurezza. Solo al termine di queste attività è stato possibile accertare l’entità dei danni agli impianti. Per tutelare strutture e personale, si è quindi deciso di non procedere alla riaccensione, avviando invece l’acquisto urgente dei materiali necessari al ripristino, compatibilmente con i tempi tecnici.
“Si è trattato,” recita il comunicato, “di un evento totalmente inaspettato e non previsto, la cui genesi è certamente antecedente al subentro dell’Amministrazione Straordinaria nel febbraio 2024.”
Il Piano originario prevedeva la riaccensione dell’AFO/2 quest’anno. Tuttavia, stime recenti indicano che la ripartenza slitterà all’inizio del 2026. Fino ad allora continuerà a lavorare soltanto l’Altoforno 4.
In aggiunta, nel maggio 2025 l’Altoforno 1 (AFO/1) è stato fermato a tempo indeterminato a seguito di un grave incendio, e resta sotto sequestro giudiziario: non è definibile una tempistica per la sua riattivazione.
La priorità attuale, dicono i Commissari Straordinari, è garantire “sicurezza, conformità normativa e piena tutela dei lavoratori.”
Nell’immagine in alto: tramonto sull’acciaieria di Taranto, 2010. Foto: DimiTalen / CC0
