Stati Generali della Meccanica
Stati Generali della Meccanica
Federmacchine per l'industria dei beni strumentali, Anima per la meccanica varia e affine e il Coordinamento della Meccanica Italiana in rappresentanza del mondo accademico, oltre a imprenditori e ricercatori: questi i protagonisti degli Stati Generali della Meccanica riuniti giovedì 8 ottobre a Milano nell'ambito della EMO.
A dispetto di una platea esigua nel numero (se si considera l'ambizione dell'incontro), ma non nella qualità per così dire istituzionale dei partecipanti, ad eccezione della rappresentanza politica assente, i temi affrontati erano cruciali per il futuro dell'industria meccanica italiana, alle prese con una crisi senza precedenti.
Partiamo quindi dai numeri e da Federmacchine, la federazione che riunisce le dodici associazioni dei beni strumentali, tra cui Ucimu - Sistemi per produrre in rappresentanza delle macchine utensili: una galassia che raccoglie 6.600 imprese e 181mila addetti per una produzione, nel 2008, di poco superiore a 40 miliardi di euro. Da notare che le esportazioni (26,9 miliardi) rappresentano oltre il 66% della produzione (per alcuni settori si raggiungono punte dell'80%) e il saldo commerciale è positivo per quasi 20 miliardi di euro. Quello rappresentato da Federmacchine è un settore che contribuisce al PIL per il 2,6%, ma all'export per ben il 5,9%, che sale al 7,3% se si considerano le sole esportazioni di merci. A livello europeo, invece, l'industria italiana si colloca al secondo posto con il 18,7% della produzione meccanica continentale, seconda solo a quella tedesca (33,6%).
Fin qui i numeri positivi. Le note dolenti arrivano con la crisi economica, che ha inciso solo marginalmente nel 2008 (la produzione ha perso lo 0,2%, i consumi interni sono scesi del 2,8%), ma che ha invece colpito duramente nella prima parte dell'anno. Sebbene Federmacchine non fornisca numeri al riguardo, si possono ipotizzare, in funzione del settore, cadute anche del 40-50% rispetto allo scorso anno. E le prospettive a breve non sembrano molto ottimistiche: sette imprese su dieci, secondo un'indagine della Federazione, si aspettano nei prossimi mesi un calo della domanda interna e sei su dieci anche una flessione delle esportazioni.
Situazione leggermente migliore per la meccanica varia e affine, rappresentata dalla Federazione Anima, che stima una caduta della produzione, nel 2009, intorno all'8,7%, partendo dai 40,6 miliardi di euro dello scorso anno. Anche in questo caso le esportazioni sono significative, circa 22,4 miliardi di euro (in questo caso la flessione stimata quest'anno è dell'11%). Il Centro studi della Federazione non ipotizza una ripresa nel medio periodo, tanto che per il 2010 è prevista una stabilizzazione sui bassi livelli di quest'anno.
"La meccanica varia soffre in questo momento di congiuntura economica internazionale così come soffrono tutti i mercati del mondo - commenta il Presidente di Anima Sandro Bonomi -. In realtà, come emerge dagli ultimi dati degli organismi economici internazionali e come è stato confermato anche dal Ministro Tremonti di recente, l’Italia mostra performance migliori della media Europea e la meccanica mostra performance migliori della media italiana. Non è ancora un elemento sufficiente per rallegrarsi, ma è un inizio".
Delineato lo scenario, si affaccia una domanda: come reagire alla crisi e come innescare la ripresa? Per il Direttore generale di Federmacchine, Alfredo Mariotti, bisogna puntare su ricerca e innovazione, sullo svecchiamento del parco macchine esistente - possibilmente con incentivi statali alla rottamazione delle macchine con più di venti anni di vita - ma soprattutto scommettere sulle persone, attraverso una maggiore attenzione ai temi dell'organizzazione, del management e della formazione.
"Il provvedimento emanato in questi giorni sul 'Made in' è un ulteriore elemento di valorizzazione della qualità delle produzioni italiane che, non a caso, trovano estimatori in tutto il mondo - ha sottolineato Bonomi -. Tanto che nel corso del mese di settembre abbiamo sottoscritto due importanti protocolli d’intesa con la Federazione della Meccanica Russa da un lato e con Abimaq, l’omologa Federazione Brasiliana della Meccanica, dall’altro".
Gli Stati Generali hanno poi affrontato il tema della ricerca scientifica in ambito accademico con la presentazione, da parte del Prof. Fabrizio Micari dell'università di Palermo, del Libro Bianco della ricerca nel settore dell'Ingegneria meccanica in Italia, che approfondiamo in un altro articolo. La discussione è quindi proseguita con l'esposizione dei risultati di alcune indagini sulla didattica nell'ambito delle Facoltà di ingegneria meccanica.
A conclusione dell'evento, una tavola rotonda che ha visto impegnati imprenditori e dirigenti dell'industria meccanica. Si è parlato dei progetti di ricerca a livello europeo (in particolare dell'ambizioso programma 'Factories of the Future' da 1,2 miliardi di euro in quattro anni) e delle esigenze delle PMI in tema di ricerca e sviluppo.
