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Toscana, piano per la siderurgia

Toscana, piano per la siderurgia

Toscana, piano per la siderurgia. La Regione rilancia. IL PRIMO ATTO della nuova giunta regionale è il salvataggio della Tenaris Dalmine. La chiusura dello storico tubificio, di proprietà della multinazionale siderurgica Tenaris, con 124 dipendenti, era stata scongiurata a dicembre, dopo una serrata trattativa (in tutta Italia erano in ballo più di 1.000 posti), ma il protocollo firmato ieri dall’assessore regionale Gianfranco Simoncini era necessario per completare il piano. Tenaris infatti aveva posto come condizione per il mantenimento dell’attività a Piombino lo sviluppo di una adeguata rete infrastrutturale e logistica. La Regione e le altre istituzioni (Comune, Provincia e Autorità portuale) si impegnano a compiere interventi per migliorare lo stoccaggio, separare in porto la parte commerciale da quella turistica e migliorare la rete viaria di accesso dallo stabilimento allo scalo piombinese. Inoltre, la Regione supporterà l’azienda nelle attività di ricerca, attraverso l’università, e promuoverà il prodotto Dalmine all’estero. «Da parte nostra — conferma il direttore dello stabilimento Giovanni Piazza — c’è tutta la volontà di rimanere a Piombino. Certo, adesso bisogna dare seguito con i fatti a tutto quello che abbiamo messo per iscritto». MA NON finisce qui. L’assessore Simoncini ha lanciato anche l’idea di un “Progetto Piombino” con quattro proposte da portare lunedì in giunta, e poi da discutere anche con il governo per il rilancio del più importante polo siderurgico toscano. Primo impegno: seguire e supportare le istituzioni e il sindacato sulla vendita dello stabilimento Lucchini da parte del gruppo russo Severstal, partendo dal piano industriale; 2) bonifica delle aree industriali, «certa, qualificata e veloce ma anche a costi sostenibili»; 3) far entrare i tecnici della Regione nel gruppo che dovrà studiare i collegamenti e i raccordi ferroviari tra porto e stabilimenti; 4) la questione energetica e il futuro della centrale Enel. NEL POMERIGGIO Simoncini ha visitato anche gli stabilimenti siderurgici piombinesi, Severstal Lucchini (2.100 addetti) e ArcelorMittal Piombino (ex Magona) con quasi 800 lavoratori. «L’intesa di oggi — ha concluso — è un buon viatico per il lavoro che ci aspetta di sostegno allo sviluppo industriale della regione. Un lavoro che ha bisogno di una visione di fondo e di risposte mirate e che simbolicamente parte da Piombino. E il “Progetto Piombino” non è in fondo nient’altro che quello che il territorio sta portando avanti da tempo: con i suoi tanti progetti per contrastare la crisi».

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venerdì 14 maggio 2010