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"Nel settore filo e cavo il problema non è più la domanda — è la capacità di consegna"
venerdì 17 luglio 2026

"Nel settore filo e cavo il problema non è più la domanda — è la capacità di consegna"

"Nel settore filo e cavo il problema non è più la domanda — è la capacità di consegna"

Questo è il terzo appuntamento di una serie editoriale trimestrale firmata da CRU, autorità di riconosciuta competenza a livello globale nell'analisi di metalli, materiali e catena del valore. La prima edizione ha delineato le principali previsioni di mercato di CRU per il 2026, mentre la seconda ha analizzato come la crescita dei data center statunitensi stia ridisegnando gli investimenti in rete. Questo numero si basa sugli spunti raccolti al CRU's Wire & Cable Connections Summit 2026, tenutosi ad Hannover dal 23 al 25 giugno, dove l'attenzione del settore si è spostata da una domanda familiare a una più complessa.

 

Le nostre prime due edizioni hanno seguito il lato della domanda della storia — quanto velocemente sta avanzando l'elettrificazione? E quanto ne hanno bisogno i data center? Ad Hannover, CRU ha dato questi interrogativi come assodati: la domanda di elettrificazione è in crescita in tutte le principali regioni e l'intelligenza artificiale sta ridisegnando i modelli globali di consumo energetico. La domanda più difficile, quella che ha occupato i tre giorni del summit, era un'altra: il settore è realmente in grado di soddisfarla?

 

Un primo tentativo di risposta, già dal primo giorno

 

Il summit non si è aperto con un panel, bensì con una visita al Nexans Stella Nova, il centro per le tecnologie superconduttive e criogeniche che l'azienda ha inaugurato ad Hannover nel 2025, dove ricerca, ingegneria, produzione e collaudo convivono sotto lo stesso tetto. L'interesse è stato tale che gli organizzatori hanno aggiunto una seconda sessione. I partecipanti hanno potuto osservare sistemi di cavi superconduttivi, linee di trasferimento criogenico e un impianto di collaudo ad alta tensione — prova tangibile che i superconduttori ad alta temperatura (HTS) sono passati dalla ricerca di laboratorio alla produzione su scala industriale.

Si è trattato di un primo segnale di un tema ricorrente durante tutto il programma: la tecnologia per elettrificare il mondo esiste, ed è sempre più disponibile. Ciò che scarseggia è la capacità di costruirla, gestirla con personale adeguato, rifornirla e farla funzionare alla scala oggi richiesta. Dalle discussioni di Hannover sono emersi, in particolare, quattro vincoli.

 

Manodopera qualificata, non rame o capitale

 

I portafogli ordini di molti dei principali produttori di cavi sono già pieni per gli anni a venire. Frederic Trefois di Sterlite Electric ha sostenuto che il vero limite per il settore non è né il rame né il capitale, bensì la carenza di manodopera qualificata necessaria per costruire le infrastrutture. La portata di quanto questa manodopera debba sostenere è emersa chiaramente dai numeri condivisi da Shashi Amin di Polycab, che ha presentato un mercato indiano di fili e cavi in crescita del 13-14% l'anno, mentre il Paese punta a un'economia da 6.000 miliardi di dollari entro il 2030. L'India esporta già negli Stati Uniti cavi per un valore di 500 milioni di dollari. Hamid Al Zayani di Midal Cables ha descritto un'espansione parallela dal Bahrein verso Mozambico e Arabia Saudita, aggiungendo che la resilienza logistica della regione del Golfo è stata messa alla prova dalla recente chiusura dello Stretto di Hormuz.

 

Materie prime: un mercato in transizione

 

Zaid Aljanabi di CRU ha descritto un quadro dei metalli in evoluzione più che caratterizzato da una contrazione uniforme: l'alluminio affronta un deficit nel breve termine, ma un surplus nel lungo periodo, con l’entrata in funzione della nuova capacità produttiva in Indonesia e Arabia Saudita. Il rame, invece, è oggi adeguatamente rifornito, ma strutturalmente carente nel lungo termine, poiché gli investimenti minerari non tengono il passo con la domanda crescente, trainata da rinnovabili, veicoli elettrici e data center. Sulla questione della sostituzione rame-alluminio, il messaggio arrivato da Hannover è stato di cautela più che di urgenza. Andreas Levermann di Schwering & Hasse ha spiegato perché il rame continua a dominare le applicazioni per filo da avvolgimento: il vantaggio di costo dell'alluminio è compensato dalla sua minore conducibilità, dalla necessità di riqualificare completamente i motori e da un'impronta di carbonio oggi doppia rispetto a quella del rame. A incidere è l’assenza di un mercato secondario per l'alluminio ad alta purezza richiesto da queste applicazioni.

 

Wire & Cable Connections Summit CRU - Panel di discussione

Fonte: CRU

 

Capacità produttiva e codificazione, non fisica

 

Se il primo giorno ha anticipato la direzione della tecnologia dei superconduttori, le discussioni sui data center del secondo giorno e le sessioni dedicate alla rete del terzo giorno ne hanno chiarito il perché. Yann Duclot di Nexans ha inquadrato l'espansione dell'IA come, in sostanza, un problema di distribuzione dell'energia — i singoli campus consumano oggi tanta elettricità quanto un Paese europeo di medie dimensioni. Ha inoltre fatto riferimento ad un consorzio industriale con Microsoft, Nvidia, VEIR e UL con l’obiettivo di standardizzare le normative di sicurezza HTS entro il 2027. Tim Heidel di VEIR ha stimato investimenti globali previsti nei data center per 8.000 miliardi di dollari, indicando le tradizionali barre collettrici in rame come un vero e proprio collo di bottiglia; il sistema HTS dell'azienda, già dimostrato su un impianto da 3 MW nei pressi di Boston, sostituisce circa cinquanta cavi in rame con un unico cavo superconduttore, riducendo di circa l'80% la manodopera necessaria per l'installazione e del 40% i costi complessivi dell'impianto. Non tutte le voci sono state altrettanto ottimiste — Richard Payne di AFRY si è chiesto se gli 800 miliardi di dollari di investimenti in conto capitale da parte dei grandi hyperscaler previsti per il 2026 siano sostenibili al di fuori degli Stati Uniti, richiamando l’attenzione sulla fragilità delle reti europee. Ciononostante, il messaggio emerso per il settore è stato positivo: indipendentemente da come evolverà infine la domanda legata all'IA, l'infrastruttura fisica necessaria a sostenerla è già in fase di realizzazione.

 

Sul fronte della trasmissione, Chi Lee di CRU prevede per il 2026 una crescita del 25% su base annua della domanda di cavi ad alta e altissima tensione, con quelli sottomarini destinati a superare quelli terrestri in valore di mercato. Alberto Lampasona di Europacable ha indicato 4 miliardi di euro di investimenti che, entro il 2030, più che raddoppieranno la capacità europea di produzione e posa di questi cavi. Ha inoltre ribadito la necessità di introdurre un principio di preferenza europea negli appalti pubblici e di includere i cavi elettrici nel meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere dell'UE (CBAM).

 

Sul fronte tecnologico, Tommaso Botto di ASG Superconductors ha presentato il diboruro di magnesio (MgB₂), un materiale superconduttore che non richiede terre rare e può essere prodotto utilizzando linee standard per la produzione di cavi. Il consorzio SupraMarine (Université Paris-Saclay, Air Liquide e Nexans) ha invece illustrato collegamenti HTS per i cavi di esportazione dell'energia di parchi eolici offshore da 2 GW, che potrebbero evitare circa 1 miliardo di euro di costi per le piattaforme di conversione HVDC, con un progetto pilota previsto per il 2030. Un panel dedicato ai produttori HTS ha espresso una posizione condivisa: la tecnologia non compete con la domanda di rame, ma offre una soluzione nei casi di congestione estrema. Le sfide da affrontare riguardano oggi la capacità produttiva e la codificazione, non la fisica di base.

 

Intelligenza integrata nell'asset stesso

 

L’ultimo limite riguarda meno l’espansione delle infrastrutture e più la comprensione del loro funzionamento. Siddharth Uppal di NKT ha spiegato che integrando il monitoraggio in fibra ottica già in fase di produzione, si può aumentare fino al 30% la capacità effettiva di un cavo. Siemens e BHAG Digital hanno presentato strumenti basati sull'intelligenza artificiale in grado di ridurre i tempi decisionali in ambito industriale da 17 ore a pochi minuti.

 

Le sessioni dedicate alla sostenibilità hanno espresso una posizione altrettanto chiara. Olivier Tissot dell'International Copper Association ha sostenuto che la decarbonizzazione debba essere affrontata separatamente dagli obiettivi di contenuto riciclato, poiché il rottame rappresenta una risorsa limitata ed è il processo di fusione a dover essere decarbonizzato. L'International Aluminium Institute ha ricordato che il 75% di tutto l'alluminio mai prodotto è ancora oggi in uso.

 

Il panel conclusivo ha infine riconosciuto che i clienti non sono ancora disposti a pagare un sovrapprezzo per prodotti con minore impronta di carbonio. Per il momento, le iniziative di sostenibilità devono quindi ancora dimostrare la propria convenienza economica.

 

In breve

 

La tre giorni di Hannover ha confermato che il settore dei fili e cavi è oggi al centro dello sviluppo delle infrastrutture energetiche di questo decennio. Il vero banco di prova per il settore non è più stabilire se la domanda di elettrificazione si concretizzerà, ma piuttosto verificare se l’industria sarà in grado di stare al passo. Ciò significa disporre di manodopera qualificata, garantire un approvvigionamento sicuro delle materie prime, ampliare la capacità produttiva e integrare sempre più intelligenza negli asset. I superconduttori hanno catalizzato gran parte dell'attenzione durante il summit, ma il messaggio più significativo è stato un altro: il vantaggio competitivo apparterrà alle aziende capaci di gestire con efficacia questi fattori fondamentali e di assicurare un'elettrificazione affidabile e continua.

 

Questo articolo si basa sui dati e sugli interventi presentati al CRU's Wire & Cable Connections Summit 2026 (Hannover, 23–25 giugno 2026).

CRU's Wire & Cable Connections Summit 2026 (Hanover, 23–25 June 2026) - Pubblico

Fonte: CRU

 

Autrice:

 

Aisling Hubert
Lead, Wire & Cable Services – Chicago

 

Aisling guida il team Wire & Cable Services di CRU ed è responsabile delle pubblicazioni Wire & Cable Market Outlook ed Electricity Transmission Market Outlook. È specializzata nell'analisi dei mercati globali dei fili e cavi, con particolare attenzione alla domanda di metalli generata dall'elettrificazione, dalla transizione energetica e dallo sviluppo delle infrastrutture. Ha conseguito una laurea magistrale (MSci) in Geologia presso l'Università di Southampton ed è membro di Women in Mining UK.

 

Da decenni il team Wire & Cable di CRU fornisce analisi di mercato e consulenza specialistica al settore, grazie a una rete di esperti presenti nei principali hub internazionali, tra cui Londra, Chicago, Pittsburgh, Pechino, Shanghai e Nuova Delhi. Il team supporta aziende e operatori del mercato nell'interpretazione delle tendenze emergenti e delle dinamiche del settore.

 

Per ulteriori informazioni, visita la sezione CRU Wire & Cable.

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