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L’UE dice stop (o quasi) alle importazioni di prodotti siderurgici semilavorati russi

L’UE dice stop (o quasi) alle importazioni di prodotti siderurgici semilavorati russi

L’UE dice stop (o quasi) alle importazioni di prodotti siderurgici semilavorati russi

Il 6 ottobre scorso le istituzioni europee hanno comunicato l’adozione di un nuovo pacchetto - l’ottavo - di sanzioni contro la Russia, a seguito dell’aggressione del Paese all’Ucraina.
Tra le misure c’è per la prima volta il divieto di importazione di prodotti siderurgici semilavorati che provengono dalla Russia sul territorio UE; non solo: il blocco riguarderà anche l'import di prodotti realizzati con acciaio russo e ulteriormente trasformati in Paesi terzi. Per consentire l'esecuzione dei contratti firmati prima dell'adozione delle nuove regole, è previsto un periodo cuscinetto di tre mesi. Il sito della Commissione Europea specifica anche che per “alcuni semilavorati in acciaio con requisiti tecnici rigorosi” destinati all”'ulteriore lavorazione da parte dell'industria siderurgica dell'UE”, ci sarà un'introduzione graduale del divieto dopo un periodo di transizione di 2 anni; durante tale periodo, sarà in vigore un sistema di quote.

Stiamo parlando dei prodotti con codice 720711 e 72071210, ossia billette e bramme. L’eccezione deriva, verosimilmente, dalla volontà da parte delle massime autorità europee di salvaguardare gli interessi di una parte dell’industria - quella dei rilaminatori - che dipende fortemente dalle importazioni russe e che giorni prima dell’adozione del provvedimento si era espressa decisamente a sfavore dell’inclusione di questi codici nel nuovo pacchetto di sanzioni.
Secondo il think tank ucraino GMK Center, nei primi sei mesi del 2022 bramme e billette hanno rappresentato il 99,7% delle importazioni di semilavorati in acciaio nell'UE. Durante questo periodo, le importazioni dalla Russia sono aumentate rispettivamente del 20,8% e del 10,7% annuo, a causa dell’assenza di fornitori ucraini sul mercato. La finestra di due anni dovrebbe consentire agilmente ai produttori europei di trovare fonti di approvvigionamento alternative.


Foto di Jeremy Segrott, Flickr

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domenica 23 ottobre 2022