Fiera onlineNotizie
UE prende di mira l’import di ferroleghe – le reazioni

UE prende di mira l’import di ferroleghe – le reazioni

UE prende di mira l’import di ferroleghe – le reazioni

La Commissione Europea ha adottato con Regolamento 2025/2351 pubblicato nella Gazzetta ufficiale il 18 novembre 2025 una misura di salvaguardia definitiva sulle importazioni di alcuni elementi ferroleganti. Il quadro resterà in vigore per tre anni, con scadenza il 17 novembre 2028. La decisione segue un’indagine avviata nel dicembre 2024 su richiesta di tre Stati membri (Francia, Polonia e Slovacchia, con il supporto della Spagna).

 

Al centro del provvedimento ci sono ferromanganese, ferrosilicio, ferro-silico-manganese e ferro-silico-magnesio provenienti da Paesi extra-UE. Su questi vengono introdotte quote tariffarie (TRQ) basate sui volumi medi di importazione del periodo 2022–2024, ridotte del 25% rispetto ai livelli storici. Una volta esaurite le quote, entrano in vigore dazi variabili per gli acquisti che sforano il contingente definito.

 

Il regolamento include anche Norvegia e Islanda nel proprio campo di applicazione, una novità rispetto ai precedenti regimi di salvaguardia dell’UE, dai quali questi Paesi dello Spazio Economico Europeo (SEE) erano sempre stati tradizionalmente esclusi. La loro inclusione riflette la valutazione della Commissione secondo cui i volumi dell'export norvegese e islandese sono sufficientemente elevati da compromettere l’efficacia della misura, laddove non regolati.

 

A detta della Commissione, l’obiettivo della misura di salvaguardia è affrontare le distorsioni di mercato generate dall’aumento delle importazioni, mantenendo al contempo un equilibrio tra gli interessi dei produttori europei e quelli degli utilizzatori a valle.

 

Reazioni e preoccupazioni del settore

 

ASSOFERMET ha espresso forte preoccupazione per l’impatto del nuovo sistema.

 

“La riduzione dei tonnellaggi disponibili all’import creerà inevitabili distorsioni e difficoltà di mercato, in quanto la produzione UE di ferroleghe è da anni insufficiente a soddisfare la domanda interna. Tra i soggetti fortemente colpiti dal provvedimento in esame, oltre agli importatori UE in primis, vi sono a valle gli utilizzatori, vale a dire la siderurgia UE e la fonderia UE, in particolare di alluminio, settori fondamentali dell’industria dell’Unione che già si confrontano con sfide molto impegnative.”

 

ASSOFERMET evidenzia inoltre le implicazioni dell’inclusione di Norvegia e Islanda, storicamente esenti dalle misure di salvaguardia sull’acciaio grazie alla loro profonda integrazione con il mercato europeo.

 

Euroalliages, che rappresenta i produttori europei di ferroleghe e silicio, sostiene la misura, ritenendola essenziale per consentire agli impianti europei di recuperare quote di mercato, ristabilire un livello minimo di autosufficienza e rilanciare progetti di investimento strategici.

 

Anche EUROFER appoggia il regime basato sulle quote, definendolo un passo necessario per evitare la scomparsa dell’industria europea delle ferroleghe e per tutelare l’autonomia strategica della filiera siderurgica, riducendo la dipendenza dai fornitori extraeuropei.

 

Implicazioni per gli operatori a valle

 

Acciaierie, fonderie, trasformatori di alluminio e utilizzatori metallurgici potrebbero trovarsi ad affrontare una disponibilità più limitata e una maggiore incertezza sui prezzi nei prossimi tre anni. Le aziende che dipendono dalle ferroleghe per i propri processi produttivi dovranno monitorare l’utilizzo delle quote, rivedere la struttura dei contratti e valutare i rischi di approvvigionamento man mano che il regime di salvaguardia entrerà pienamente in funzione.

 

Potresti essere interessato a leggere anche:

- Gli eventi del mese per i professionisti del settore metalli
- Dopo un 2025 piatto, la domanda mondiale di acciaio è destinata a riprendersi nel 2026

 

undefined
lunedì 24 novembre 2025